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Un “vaccino” contro il colesterolo: ora esiste davvero

Data di pubblicazione: 12/02/2017

PISA. Via libera dell’Aifa, il farmaco sarà presto disponibile in Italia. L’annuncio di Tiziana Sampietro, responsabile della Fondazione Monasterio. Ecco come agisce e come sarà somministrato

Un “vaccino” contro il colesterolo alto. Ora esiste davvero. Sarà disponibile, a breve, anche in Italia dopo che l'Aifa (l’Agenzia Italiana del Farmaco) lo avrà approvato. Lo afferma Tiziana Sampietro, responsabile alla Fondazione “Gabriele Monasterio” del Centro di Riferimento Regionale per la diagnosi e la cura delle “dislipidemie ereditarie”. È uno dei tre centri con il maggior numero dei soggetti studiati al mondo, per abbassare i valori elevati di Ldl, il colesterolo “cattivo”.

Si somministra una-due volte al mese con un’iniezione sottocutanea. È un anticorpo monoclonale che annulla l'azione di una proteina, dal nome difficile - Pcsk9 - scoperta solo dieci anni fa, presente nel nostro organismo e regolata geneticamente. I livelli alti di questa proteina determinano livelli alti di colesterolo nel sangue. L'anticorpo, neutralizzandola, abbassa i livelli di colesterolo. Sono circa 300mila le persone che, in Toscana, hanno un livello di colesterolo molto alto per motivi ereditari ed il nuovo farmaco può finalmente aiutarli. Alcuni possono addirittura sospendere quelle cure difficili, quali la Ldl aferesi, detta la “dialisi del colesterolo”.

Dottoressa Sampietro, quale è il valore normale del colesterolo?

«Il colesterolo, come tutti i grassi, non si scioglie nell'acqua e perciò nel sangue, che è un mezzo acquoso, circola legato ad un complesso di altre sostanze chiamate lipoproteine. Il colesterolo normale non è solo un numero. I valori vanno letti nel contesto dell'età, del sesso, della presenza o assenza di altre malattie (ipotiroidismo). Le donne sviluppano l'ipercolesterolemia spesso dopo la menopausa. Sono più protette degli uomini contro l'infarto, grazie al colesterolo Hdl (buono) più alto. I valori normali sono diversi negli adulti e nei bambini. E cambiano con l'età».

Allora come si deve misurare?

«Misurare solamente i valori di colesterolo è sbagliato. Bisogna valutare anche i trigliceridi e colesterolo Hdl. Così si può sapere se sia alto il colesterolo cattivo o quello buono: nel primo caso va curato, nel secondo no».

È vero che si deve intervenire con i farmaci solo oltre 300?

«No. Una terapia, meglio, una strategia terapeutica, come si deve fare nelle malattie croniche, non si può basare solo su un numero. Per ogni paziente, e molte volte nella vita dello stesso paziente, occorre valutare il rapporto costo/beneficio di ogni cura e di ogni indagine diagnostica».

Chi potrà somministrare il nuovo farmaco?

«Solo i centri specialistici e solo in casi selezionati».

Ma questa nuova cura la potranno fare tutti?

«Vale sempre lo stesso avvertimento: ad ogni paziente il proprio farmaco».

Tratto da: Il Tirreno, Gian Ugo Berti, 12 febbraio 2017


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