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Diabete, dall'appropriatezza diagnostica al ramadan i position paper Sid

Data di pubblicazione: 26/03/2017

Sono ben quattro i position paper emanati dalla Società italiana di diabetologia (Sid) su altrettanti temi poco affrontati ma di estrema attualità. Occasione ufficiale della presentazione dei documenti di consenso è stato il recente convegno “Panorama Diabete 2017”, a Riccione.

Appropriatezza degli esami strumentali. Per evitare lo spreco delle limitate risorse disponibili, la Sid da anni attua un monitoraggio dei flussi amministrativi (ricoveri, prescrizioni di esami e farmaci). Il frutto è un articolato documento composto da una tabella Ebm che riporta, per ogni esame strumentale, la frequenza consigliata (per esempio: Ecg a riposo, annuale; screening della polineuropatia sensitivo-motoria, alla diagnosi di diabete di tipo 2 e poi annualmente, etc.). In allegato segue una descrizione accurata di quando usare gli esami strumentali per lo screening della cardiopatia diabetica, nefropatia diabetica, neuropatia diabetica, piede diabetico, retinopatia diabetica.

Differenze di genere nel diabete e nelle sue complicanze. Le donne con diabete presentano una maggiore mortalità legata a complicanze micro e macro-angiopatiche, ma anche alle procedure attuate nelle fasi critiche (stent, bypass, amputazioni, dialisi). Rispetto agli uomini, è superiore nelle donne con diabete il rischio di coronaropatia e di ictus, così come di arteriopatia periferica con claudicatio intermittens. Le cause di tali disparità sono in parte biologiche (fattori ormonali, obesità addominale più comune nelle donne, cattivo compenso glicemico) in parte “iatrogene” (ridotta attenzione al raggiungimento degli obiettivi per i fattori di rischio cardiovascolare, sottostimato nelle donne, e minore prescrizione di statine, beta-bloccanti, ACE-inibitori e antipertensivi). Differenze si hanno anche nelle complicanze microvascolari, in questo caso però a sfavore degli uomini nei quali la neuropatia diabetica compare più precocemente, evolvendo verso il piede diabetico, così come la retinopatia diabetica da cui sono più colpiti rispetto alle femmine.

Le diete “estreme”. Dalle evidenze disponibili risulta che la dieta vegetariana e quella vegana hanno un effetto protettivo rispetto allo sviluppo del diabete di tipo 2. Positivo anche il controllo glicemico del paziente diabetico, con vantaggi su peso corporeo, controllo lipidico e sensibilità all'insulina. Ridotte anche le complicanze cardiovascolari grazie alla diminuzione dell'ipertensione e dei livelli di colesterolo-Ldl. Resta comunque preferibile, per il fatto di non avere bisogno di integrazioni, la dieta mediterranea. La dieta paleolitica, ad alto contenuto proteico, aumenta il senso di sazietà e migliora la sensibilità insulinica: in generale questi effetti benefici ottenuti nel breve termine, non si mantengono nel lungo periodo. Per gli esperti della Sid «sono necessari studi su più larga scala e di durata maggiore per trarre conclusioni definitive». A bassissimo contenuto di carboidrati e ad alto contenuto di grassi è invece la dieta chetogenica, nata per perdere peso e ora proposta per il diabete: per la Sid nel breve-medio termine, questo tipo di dieta è efficace nel ridurre il senso di fame e nel promuovere la perdita di peso. Occorrono però studi a più lungo termine.

La gestione del diabete durante il Ramadan. «Il crescente numero di stranieri residenti in Italia ha portato lo specialista diabetologo a dover prendersi cura di persone con diabete di religione musulmana che seguono la pratica del digiuno durante il Ramadan, un periodo particolarmente problematico dal punto di vista della gestione terapeutica per via del digiuno protratto durante le ore diurne» ha affermato Giorgio Sesti presidente della Sid. Il documento evidenzia i rischi determinati sia dall'iperglicemia (pasti ipercalorici al tramonto, molti spuntini ricchi di carboidrati raffinati dal tramonto all'alba, cibi fritti con oli ricchi in acidi grassi saturi e trans, etc.) sia dall'ipoglicemia (consumo del pasto dell'alba molto in anticipo, con il rischio di importanti escursioni glicemiche). I principali consigli dietetici: almeno 130 g/die di carboidrati, circa 25-30 g/die di fibra, circa 1,2 g/kg di peso corporeo di proteine, attenzione all'idratazione bevendo acqua al tramonto, fare un pasto più ricco in cibi proteici e grassi all'alba per ridurre il rischio di iperglicemia. I farmaci antidiabetici più adatti sono i Dpp-IV inibitori e le gliflozine.

Tratto da: Doctor33, A.Z., 26 marzo 2017


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