Aprile è il mese dedicato alla prevenzione dell’ictus cerebrale, una patologia che in Italia rappresenta la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, e la prima causa di disabilità.
L’ictus cerebrale è dovuto a un’improvvisa chiusura o rottura di un vaso cerebrale, con conseguente danno alle cellule cerebrali, determinato dalla mancanza di ossigeno e nutrimenti portati dal sangue (ischemia) o dalla compressione effettuata dalla fuoriuscita di sangue dal vaso (emorragia cerebrale).
La prevenzione è possibile intervenendo su quei fattori di rischio che possono essere modificati attraverso un sano stile di vita. È altresì importante, per limitarne i danni, riconoscere i segnali con cui si manifesta e chiedere aiuto in maniera tempestiva.
Ne parliamo con la dottoressa Simona Marcheselli, Responsabile di Neurologia d’Urgenza e Stroke Unit in Humanitas.
I consigli per la prevenzione
I segnali da non sottovalutare
Il riconoscimento tempestivo dei segni dell’ictus cerebrale è fondamentale, al fine di predisporre il trattamento prima possibile. La somministrazione della terapia entro 4/5 ore dall’esordio dei sintomi infatti, permette di contenere i danni e ridurre l’eventuale disabilità.
I sintomi possono variare da persona a persona, anche in base alla zona del cervello coinvolta, e possono non essere immediatamente riconoscibili. È bene però prestare attenzione ai seguenti segnali e in loro presenza chiedere aiuto a personale di soccorso:
Questi sintomi possono comparire per alcuni minuti e poi risolversi spontaneamente, motivo per cui spesso vengono sottovalutati. Si parla in questi casi di attacco ischemico transitorio (TIA), un fenomeno che spesso è un vero e proprio campanello d’allarme per l’ictus e dunque merita un approfondimento specialistico.
Tratto da: Humanitas Salute, 26 aprile 2017