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Piemonte. Diabetologi contro la gara a lotto unico per strisce controllo glicemico

Data di pubblicazione: 05/07/2017

Per il presidente dell’Amd, Domenico Mannino, i risparmi ottenuti dalla Regione attraverso il nuovo bando sono “apparentemente, una buona notizia”. Ma il paziente che non ha a disposizione il presidio più adatto a lui, avverte Mannino, rischia di trascurare i trattamenti, con gravi conseguenze sulla salute e, di conseguenza, anche uno spreco di risorse. “Auspichiamo i decisori sanitari tengano in debita considerazione le nostre riflessioni”.

I risparmi ottenuti in Piemonte grazie all’acquisto delle strisce per glucometri, tramite bando di gara a lotto unico, per l’Associazione Medici Diabetologi (Amd) rappresentano, “apparentemente, una buona notizia dal punto di vista economico-finanziario, ma non altrettanto dal punto di vista dell’appropriatezza per la gestione ottimale del diabete”. Infatti, il presidente Amd, Domenico Mannino, “le strisce per glucometri sono presidi necessari all’automonitoraggio domiciliare della glicemia che non devono essere considerati meri strumenti di misurazione. Al contrario, concorrendo in modo determinante all’aderenza terapeutica, devono essere considerati veri e propri presidi di cura, al pari dei farmaci”. Non avere a disposizione quello giusto, dunque, può comportare, secondo i diabetologi, un peggioramento della salute e quindi spese assistenziali superiori.

Spiega infatti Mannino: “Mentre in precedenza era garantita la libertà di scelta, da parte dei pazienti e degli operatori dei team diabetologici, del device più appropriato in base al quadro clinico, psicologico e comportamentale della singola persona da trattare, con la fornitura di un unico strumento questa preziosa opportunità di valutazione e di personalizzazione viene meno, andando quindi ad impattare in termini negativi sull’aderenza dei pazienti ai trattamenti stessi con conseguente possibile spreco delle risorse economico-sanitarie derivanti da un’inevitabile minore efficacia del percorso di cura e, purtroppo, da un probabile aumento del rischio di complicanze acute e croniche. È quindi prevedibile che gli apparenti risparmi iniziali si risolvano in maggiori costi a carico del servizio sanitario”.

“I sistemi oggi disponibili per il monitoraggio della glicemia – prosegue il presidente dell’Amd -, indispensabili per una corretta gestione della malattia diabetica, anche a parità di accuratezza e precisione, possono essere molto diversi per numerosi aspetti che contribuiscono a rendere semplice la lettura e l’interpretazione del dato da parte del paziente. In più, i vari dispositivi differiscono anche per funzionalità non strettamente correlate a specifiche di malattia, ma che per alcuni pazienti possono essere determinanti in base a particolari necessità personali, soprattutto legate ad alcune limitazioni funzionali nelle abilità (ad esempio allarmi sonori, illuminazione, espulsione striscia). Tutti questi elementi, che dovrebbero essere presi in esame nella scelta del device più adatto per ciascun paziente, oltre a incidere sulla corretta esecuzione del monitoraggio, hanno dimostrato di favorire una maggior aderenza alla terapia”.

“Siamo ben consapevoli – conclude Mannino - del fatto che la modalità di approvvigionamento tramite gara è dettata dagli stringenti vincoli di bilancio che gravano oggi sull’intero Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, non possiamo non esprimere le nostre perplessità di fronte ai limiti di questa soluzione e auspichiamo i decisori sanitari tengano in debita considerazione le nostre riflessioni sull’argomento”.

Tratto da: Quotidiano Sanità, 05 luglio 2017

Nota dei WM: finalmente un ragionamento semplice conciso e preciso. Finalmente si mette al centro della cura la persona. Finalmente un Medico, un Dottore !!! Risparmiare si può, è sufficiente mettere un limite al costo della striscia, ovviamente che sia un costo equo e non un costo “all’ultimo sangue” al quale possono rispondere solo aziende con device inadeguati, obsoleti ed imprecisi, oltre che come ribadito dal Dottor Mannino non rispondente alle varie necessità del diabetico, purtroppo per la cieca burocrazia non siamo automi ma persone con esigenze diverse e con possibilità fisiche ed intellettive diverse.


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