Il Piemonte può diventare un modello nazionale per qualità e risparmio nell'acquisto dei presidi per i diabetici: glucometri, dispositivi pungidito, strisce reattive e lancette pungidito monouso. Attraverso la modalità di una gara pubblica, la Regione ha impresso una svolta unica in Italia. In questo modo è cresciuta la qualità dei prodotti acquistati, che sono il top di gamma secondo quanto stabilito da una commissione di diabetologi e, nel contempo, si sono più che dimezzati i costi. Se, infatti, fino all'inizio del 2016 attraverso l'adesione a una gara Consip per la Regione Piemonte il costo di ogni striscia per il controllo glicemico era di 0,46 euro, compreso il rimborso del Ssn alle farmacie, adesso grazie alla nuova gara il costo di acquisto passa a 0,0896 euro. Si scende quindi da 23 milioni di euro l'anno a 9,7 milioni. Gli esiti della gara sono stati annunciati il 16 giugno dal presidente della Regione, dall'assessore alla Sanità, dal dirigente regionale del settore Assistenza farmaceutica, integrativa e protesica e da Carlo Bruno Giorda, coordinatore della rete regionale Endocrino-diabetologica. La gara porta a compimento un percorso, iniziato nel settembre 2015, che ha già dimostrato come sia possibile ottenere importanti risultati nel contenimento dei prezzi per le forniture, offrendo nello stesso tempo a medici e pazienti i migliori prodotti sul mercato e destinando quindi i risparmi ad investimenti in sanità.
I risparmi ottenuti grazie all'acquisto delle strisce per glucometri, mediante bando di gara a lotto unico, rappresentano, a prima vista, una buona notizia dal punto di vista economico-finanziario, ma non altrettanto nell'ottica dell'appropriatezza per la gestione ottimale del diabete. «Le strisce per glucometri sono presidi necessari all'automonitoraggio domiciliare della glicemia, che non devono essere considerati meri strumenti di misurazione. Al contrario, concorrendo in modo determinante all'aderenza terapeutica, devono essere considerati veri e propri presidi di cura, al pari dei farmaci» precisa, infatti, il Presidente dell'Associazione Medici Diabetologi (AMD), Domenico Mannino, che prosegue: «Mentre in precedenza era garantita la libertà di scelta - da parte dei pazienti e degli operatori dei team diabetologici - del device più appropriato in base al quadro clinico, psicologico e comportamentale della singola persona da trattare, con la fornitura di un unico strumento questa preziosa opportunità di valutazione e di personalizzazione viene meno, andando quindi a impattare in termini negativi sull'aderenza dei pazienti ai trattamenti, con conseguente possibile spreco delle risorse economico-sanitarie derivanti da un'inevitabile minore efficacia del percorso di cura e, purtroppo, da un probabile aumento del rischio di complicanze acute e croniche. È quindi prevedibile che gli apparenti risparmi iniziali si risolvano in maggiori costi a carico del servizio sanitario». I sistemi oggi disponibili per il monitoraggio della glicemia, rileva Mannino, indispensabili per una corretta gestione della malattia diabetica, anche a parità di accuratezza e precisione, possono essere molto diversi per numerosi aspetti che contribuiscono a rendere semplice la lettura e l'interpretazione del dato da parte del paziente. «In più» continua «i vari dispositivi differiscono anche per funzionalità non strettamente correlate a specifiche di malattia, ma che per alcuni pazienti possono essere determinanti in base a particolari necessità personali, soprattutto legate ad alcune limitazioni funzionali nelle abilità (per esempio allarmi sonori, illuminazione, espulsione striscia). Tutti questi elementi, che dovrebbero essere presi in esame nella scelta del device più adatto per ciascun paziente, oltre a incidere sulla corretta esecuzione del monitoraggio, hanno dimostrato di favorire una maggior aderenza alla terapia».
Pertanto, conclude Mannino «siamo ben consapevoli del fatto che la modalità di approvvigionamento tramite gara è dettata dagli stringenti vincoli di bilancio che gravano oggi sull'intero Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, non possiamo non esprimere le nostre perplessità di fronte ai limiti di questa soluzione e auspichiamo che i decisori sanitari tengano in debita considerazione le nostre riflessioni sull'argomento».
Tratto da: Diabetologia33, 21 luglio 2017
Nota dei WM: siamo perfettamente d’accordo con il Dottor Mannino! Il diabetico non è stampato con lo stampino delle lumache! Un politico illuminato disse: “Il politico guarda alle prossime elezioni lo Statista alle prossime generazioni”. Ma si sa il politico è un miserebondo, riesce a vedere solo dove arriva, forse, il suo naso; pretendere di più sarebbe contro natura, è troppo impegnativo anche solo tentare di scimmiottare uno Statista.