Mattinieri o nottambuli? Una nuova ricerca pubblicata su Experimental Physiology ha scoperto che i tiratardi hanno una ridotta capacità di utilizzare i grassi per produrre energia, aumentando le possibilità che gli stessi grassi si accumulino nel corpo incrementando il rischio di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
L’oscillazione circadiana è regolata in primis dal ciclo luce-buio, tramite il foto-pigmento melanopsina, prodotto dalle cellule dei gangli della retina. La regolazione è finemente controllata anche da input metabolici e comportamentali, come lo stato nutrizionale e il ritmo sonno-veglia. Le attività seguono dei modelli ciclici e il ritmo sonno veglia può influenzare se non addirittura innescare malattie cardiache e metaboliche. I differenti modelli orientano il metabolismo. È stato osservato che tali differenze riguardano il modo in cui ogni gruppo può utilizzare l'insulina per promuovere l'assorbimento del glucosio da parte delle cellule per l'immagazzinamento e l'uso di energia. I “mattinieri”, cioè quelli che svolgono le loro attività già dal mattino presto, fanno più affidamento sui grassi come fonte di energia e sono più attivi durante il giorno con livelli di capacità aerobica più elevati rispetto ai "notturni".
I 'notturni' le persone cioè che svolgono o preferiscono essere attivi a partire dalla tarda mattinata fino alla notte utilizzano meno grassi per l'energia a riposo e durante l'esercizio. I ricercatori della Rutgers University, New Jersey, USA hanno classificato i partecipanti in due gruppi: precoci e tardivi, in base al proprio cronotipo, quindi valutando la naturale propensione a cercare attività e dormire in momenti diversi. I mattinieri sono più attivi fisicamente e hanno livelli di forma fisica più elevati rispetto ai nottambuli che sono più sedentari durante il giorno. Sembrerebbe la conferma al noto modo di dire: “il mattino ha l’oro in bocca”. I partecipanti sono stati monitorati per una settimana per valutare i loro modelli di attività durante la giornata. Hanno seguito una dieta controllata con specifiche calorie osservando corretti dati nutrizionali, ma hanno dovuto digiunare durante la notte per ridurre al minimo l'impatto della dieta sui risultati. Lo studio prevedeva un test a riposo prima di completare due periodi di esercizio da 15 minuti: una sessione moderata e una ad alta intensità su un tapis roulant.
I livelli di idoneità aerobica sono stati testati attraverso una sfida di inclinazione aumentandola del 2,5% ogni due minuti fino a quando il partecipante non avesse raggiunto un punto di esaurimento. I ricercatori hanno scoperto che i mattinieri usano più grasso per produrre energia sia a riposo che durante l'esercizio rispetto ai nottambuli. I precoci sono risultati più sensibili all'insulina, mentre i nottambuli, sono risultati più resistenti all'insulina, il che significa che i loro corpi richiedono più insulina per abbassare i livelli di glucosio nel sangue e per questo prediligono i carboidrati come fonte di energia rispetto ai grassi. La ridotta capacità dei nottambuli di rispondere all'insulina può essere dannosa in quanto indica un rischio maggiore di diabete di tipo 2 e malattie cardiache. Le differenze nel metabolismo dei grassi tra i "mattinieri" e i "notturni" mostrano, quindi, che il ritmo circadiano del nostro corpo, cioè il ciclo veglia-sonno, potrebbe influenzare il metabolismo legato all’insulina.
Una capacità sensibile o ridotta di rispondere all'ormone insulina ha importanti implicazioni per la nostra salute. Un regime alimentare corretto è certo la base per una buona salute ma insieme alla giusta igiene comportamentale. Occorre assicurare al nostro organismo la giusta quota di nutrienti, il giusto riposo e il giusto movimento. Dormire e vegliare in consonanza al ritmo circadiano rende più armonica la vita, il peso e la salute.
Tratto da: La Repubblica, Giorgio e Caterina Calabrese, 13 ottobre 2022