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Diabete: cause, sintomi e complicanze

Data di pubblicazione: 31/03/2026

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dall'iperglicemia, un aumento della concentrazione di zucchero nel sangue.

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dall’aumento della glicemia, ossia della concentrazione di zucchero nel sangue che l'organismo non è in grado di mantenere nei limiti della normalità.

Si verifica una condizione di iperglicemia quando la glicemia supera i 100 mg/dl a digiuno o 140 mg/dl a due ore da un pasto. Questa condizione può dipendere da un difetto nella funzione o da un deficit di produzione dell’insulina, l’ormone secreto dal pancreas, impiegato per il metabolismo degli zuccheri e degli altri componenti del cibo da trasformare in energia per l’intero organismo (come la benzina per il motore).

Quando i livelli di glucosio nel sangue sono per 2 volte uguali o superiori a 126 mg/dl si fa diagnosi di diabete: livelli elevati di glucosio nel sangue – se non trattati –  portano nel tempo alle complicanze croniche con danni a reni, retina, nervi periferici e sistema cardiovascolare (cuore e arterie).

Tipi di diabete

Si distinguono tre tipi di diabete: il diabete di tipo 1, il diabete di tipo 2 e il diabete gestazionale.

Forme intermedie: il diabete LADA

È una forma di diabete di origine autoimmune come il diabete di tipo 1, che mantiene una residua produzione di insulina a lungo, per cui l’evoluzione della malattia è più simile al diabete di tipo 2. Insorge in soggetti magri e può essere a lungo trattato con terapie orali: costituisce circa il 10% di tutte le forme di diabete.

Cause del diabete e fattori di rischio

Le cause del diabete di tipo 1 non sono completamente chiare, ma si riconoscono infezioni virali anche banali, che possono attaccare e distruggere le cellule del pancreas che producono insulina, quali:

Per il Diabete Tipo 2, invece, i principali fattori di rischio sono:

Segni e sintomi del diabete

I sintomi della malattia, che dipendono dai livelli di zucchero nel sangue, sono:

Nel diabete tipo 1 si manifestano rapidamente e con grande intensità; nel diabete 2, invece, i sintomi sono meno evidenti, hanno uno sviluppo molto più lento e possono passare inosservati per mesi o anni. Spesso la diagnosi avviene per caso, in occasione di esami fatti per qualsiasi ragione: il riscontro di una glicemia > 126 mg/dl permette di fare diagnosi di diabete Tipo 2, che va confermata con un secondo dosaggio di glicemia e di HbA1c.

Diagnosi di diabete

La diagnosi di diabete si fa attraverso gli esami del sangue. I test principali sono:

Complicanze del diabete

Il diabete di tipo 1 può portare a complicanze acute e croniche. La complicanza acuta più frequente e temibile è l’ipoglicemia, ossia l’improvviso calo degli zuccheri nel sangue con glicemia inferiore a 70 mg/dl (dovuta ad un eccesso di insulina iniettata o al pasto non consumato), che si accompagna a sudorazione, tremore, senso di fame, palpitazioni, a cui possono aggiungersi confusione e debolezza.

Si corregge assumendo zucchero, succo di frutta, miele o una bevanda dolce, secondo la regola del 15: 15 gr di zuccheri, poi controllo dopo 15’, finché la glicemia non superi i 100 mg/dl. I Diabetici che fanno insulina devono sempre avere con se qualche bustina di zucchero per ogni emergenza.

Una seconda complicanza acuta è l’iperglicemia severa e protratta che può verificarsi per aver consumato il pasto dimenticandosi la dose di insulina o a causa di una malattia febbrile concomitante o una infezione, o un trauma. In caso di iperglicemia i campanelli di allarme che devono indurre a un controllo tempestivo della glicemia e della presenza di chetoni nelle urine sono: vista annebbiata, irritabilità, necessità di urinare spesso, sete intensa, stanchezza e difficoltà di concentrazione. Secondo quanto consigliato dal diabetologo, se la glicemia rimane a lungo al di sopra dei 250 mg/dl, è importante effettuare una somministrazione aggiuntiva di insulina (dose di correzione) e avvertire immediatamente il proprio diabetologo.

Queste complicanze sono meno frequenti nei Diabetici tipo 2 e dipendono dalle terapie adottate: se si usa insulina o sulfoniluree si può incorrere in ipoglicemie.

Le complicanze croniche invece sono le stesse sia per il Diabete T1 che T2, riguardano diversi organi e sono la conseguenza di una storia di diabete mal controllato o trascurato. Possono risultare invalidanti se non addirittura mortali:

Il rischio di tali complicanze può essere minimizzato mantenendo un buon controllo della glicemia e di altri fattori di rischio, quali l'ipertensione e il colesterolo alto, e facendo annualmente i controlli previsti dal diabetologo.

Tratto da: Pagine mediche, Dr.ssa Valeria Manicardi, 31 marzo 2026


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