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Salute: fattori di rischio cardiovascolare e prevenzione

Data di pubblicazione: 22/07/2026

Quando si parla di salute, è facile ridurla all’assenza di malattia, ma la definizione che ne dà l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è molto più ampia e ambiziosa: la salute è uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità.

La promozione della salute, intesa come il processo attraverso cui le persone acquisiscono un maggiore controllo sulla propria salute per migliorarla, diventa un obiettivo collettivo e individuale al tempo stesso. Per raggiungerlo, è fondamentale conoscere i fattori che possono mettere a rischio il benessere e sapere dove e come intervenire.

Ne parliamo con la dottoressa Simonetta Dell’Orto, specialista in cardiologia presso i centri medici Humanitas Medical Care.

Fattori di rischio: cosa sono e come si classificano

I fattori di rischio sono situazioni o condizioni associate alla comparsa di una malattia, capaci di influenzarne direttamente o indirettamente lo sviluppo e il decorso. La loro presenza non determina automaticamente l’insorgenza della patologia, ma la rende statisticamente più probabile.

Se affrontiamo il problema dal punto di vista cardiovascolare i fattori di rischio si dividono in due categorie:

I fattori modificabili sono quelli sui quali possiamo agire attraverso le scelte quotidiane: cosa mangiare, quanto muoversi, non fumare, hanno un’influenza determinante sulla salute. Tra i principali fattori di rischio cardiovascolare modificabili troviamo:

Altri fattori, detti non modificabili, non dipendono dalle nostre azioni e non possono essere cambiati:

I principali fattori di rischio cardiovascolare

Colesterolo

Il colesterolo è una sostanza necessaria per il corretto funzionamento dell’organismo, è un costituente delle membrane cellulari, partecipa alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D. Viene prodotto dal fegato ed è contenuto in alcuni cibi come carne, burro, formaggi; è invece assente nella frutta, nella verdura e nei cereali. Viene trasportato dalle lipoproteine, fra le più note le LDL, lipoproteine a bassa densità, e HDL, lipoproteine ad alta densità. Queste ultime rimuovono il colesterolo in eccesso nei vari tessuti e lo trasportano di nuovo al fegato dove viene ulteriormente metabolizzato.

Le LDL (colesterolo “cattivo”) se presenti in quantità eccessive tendono a depositarsi sulla parete dei vasi arteriosi innescando un processo che può portare alla formazione di placche che ostacolano il flusso sanguigno (aterosclerosi).

Il ruolo causale del colesterolo nelle patologie cardiovascolari come l’angina e l’infarto è stato dimostrato scientificamente cosi come è stata dimostrata l’efficacia della sua riduzione, in particolare del colesterolo LDL, nel ridurre il rischio cardiovascolare.

Ipertensione arteriosa

L’ipertensione arteriosa si è dimostrata essere una delle principali cause di sviluppo di malattia coronarica, scompenso cardiaco, malattia cerebrovascolare, arteriopatia periferica, insufficienza renale cronica e fibrillazione atriale.

L’ipertensione arteriosa è molto frequente nelle donne in menopausa e con il progredire dell’età spesso si associa al sovrappeso e alla sedentarietà.

La ripresa di attività fisica costante e il calo ponderale hanno un effetto benefico sul controllo di questa patologia e spesso consentono di ridurre la terapia farmacologica.

Fumo di sigaretta

Il fumo è responsabile del 50% delle morti nei fumatori. Chi ha fumato per una vita ha una probabilità del 50% di morire per questa ragione e complessivamente può perdere 10 anni di vita. Anche il fumo passivo si associa a un aumentato rischio cardiovascolare.

Diabete

Diabete tipo 1, tipo 2 e prediabete sono tutte situazioni che aumentano il rischio cardiovascolare. In particolare si è visto che le persone di sesso femminile con diabete di tipo 2 hanno un rischio particolarmente elevato di ictus cerebrali.

Eccesso ponderale

L’eccesso ponderale può essere quantificato dal BMI (body mass index, peso/altezza2). Negli ultimi decenni si è osservato un preoccupante incremento del BMI in tutti i livelli della popolazione: bambini, adolescenti, adulti. Esiste una relazione lineare tra BMI e mortalità: in pratica tanto più elevato è il BMI tanto più alta è la mortalità, all’opposto la mortalità per qualsiasi causa è inferiore se il BMI nei limiti di normalità (20-25 kg/m2).

Frequentemente l’eccesso di peso si associa a diabete mellito potenziandone gli effetti deleteri.

Sedentarietà

La sedentarietà si associa a un aumentato rischio di mortalità e di diverse malattie non solo cardiovascolari, ma anche oncologiche e neurologiche come lo stroke e il decadimento cognitivo. Anche piccoli incrementi di attività fisica consentono di ottenere benefici in tutte le età della vita.

Sesso ed effetti sulla salute

Vi sono differenze nella presentazione, nello sviluppo e nella risposta al trattamento di diverse malattie cardiovascolari nei soggetti di sesso femminile o maschile, ma anche nelle diverse fasi della vita dei pazienti. Ad esempio si è visto che nelle donne l’incremento di rischio cardiovascolare si verifica per valori inferiori di pressione sistolica. L’attenzione a questi aspetti si è sviluppata recentemente e continua ad arricchirsi di informazioni.

Quali strumenti abbiamo per proteggere la nostra salute?

La prevenzione è un insieme di comportamenti, abitudini e controlli che si distribuiscono lungo tutto l’arco della vita. Si articola in tre livelli:

Fare prevenzione significa non aspettare i sintomi. Significa conoscere il proprio stato di salute attraverso controlli regolari, adottare stili di vita corretti e in relazione alla propria storia familiare, all’età e al proprio profilo di rischio.

Le linee guida della società Europea di Cardiologia (ESC) danno indicazioni sullo stile di vita da adottare per ridurre il rischio cardiovascolare:

Tratto da: Humanitas, 22 luglio 2026


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