Corticosteroidi in gravidanza, studio apre al monitoraggio glicemico anche senza diabete
Il controllo glicemico materno con metformina potrebbe ridurre il rischio di ipoglicemia nei neonati prematuri di madri non diabetiche trattate con steroidi.
Uno studio suggerisce come l’iperglicemia materna transitoria indotta dal betametasone, pur in assenza di diabete, possa contribuire all’ipoglicemia neonatale, e mostra che un controllo glicemico temporaneo con metformina riduce significativamente questo rischio; aprendo alla necessità di monitoraggio glicemico e di protocolli dedicati nelle gravidanze non diabetiche trattate con corticosteroidi.
Il betametasone, steroide utilizzato per prevenire il parto pretermine in gravidanze ad alto rischio, è associato a un temporaneo aumento della glicemia materna che solitamente si risolve spontaneamente entro 48 ore. Tuttavia, si ritiene che questo picco temporaneo possa avere un impatto sul pancreas fetale che potrebbe causare ipoglicemia nel feto una volta nato e alcuni studi hanno sollevato preoccupazioni sugli effetti a lungo termine dell'uso di metformina durante la gestazione, tra cui un aumento del rischio di obesità infantile e neonati di dimensioni inferiori alla media.
Infatti, la metformina non è approvata dalla FDA per l'uso in donne in gravidanza non diabetiche, e il suo utilizzo in questo contesto è off-label.
Nello studio, pubblicato su JAMA Network Open, i ricercatori hanno verificato se il controllo glicemico materno con metformina dopo la somministrazione di betametasone potesse ridurre l'incidenza di ipoglicemia nei neonati prematuri.
La sperimentazione ha coinvolto 169 donne in gravidanza senza diabete, che hanno ricevuto un ciclo di betametasone tra le 24 e le 36,5 settimane di gestazione per prevenire il parto pretermine.
Il team ha scelto di testare la metformina per il suo solido profilo di sicurezza rispetto all'insulina e per la facilità di somministrazione. Trattate presso tre centri medici israeliani, metà delle donne hanno assunto metformina (425 mg tre volte al giorno prima dei pasti, più una dose di 850-1700 mg alle 22:00) nelle prime 48 ore successive alla somministrazione di betametasone, mentre l'altra metà ha costituito il gruppo di controllo con assistenza standard.
Le donne trattate con metformina hanno mostrato livelli glicemici medi inferiori rispetto al gruppo di controllo (121 mg/dL vs 127 mg/dL) e i neonati delle madri trattate con metformina hanno presentato un'incidenza significativamente inferiore di ipoglicemia rispetto a quelli delle madri non trattate (21% vs 40%). Tutti i bambini sono nati dopo che le madri avevano interrotto l'assunzione di metformina.
Lo studio si distingue per aver somministrato dosi relativamente elevate di metformina (fino a 2975 mg/die) a donne in gravidanza senza diabete in un breve periodo di tempo.
Pur riconoscendo che saranno necessari ulteriori studi, anche attraverso l’uso di modelli preclinici, per stabilire se esista una relazione diretta tra l'aumento transitorio della glicemia durante la gravidanza e l'ipoglicemia neonatale ed investigare eventuali meccanismi causali, i ricercatori sottolineano come lo studio evidenzi un importante punto, essendo stati in grado di prevenire l'ipoglicemia nel neonato.
Amy Valent, medico presso il Diabetes and Pregnancy Program dell'Oregon Health & Science University di Portland, ha concluso come ad oggi "Non esistano protocolli adeguati a monitorare la glicemia quando si somministrano corticosteroidi se la donna non è diabetica. Quindi non abbiamo alcun mezzo per prevenire eventuali effetti collaterali e i clinici dovrebbero utilizzare questi dati per prestare maggiore attenzione ai livelli di zucchero e alle terapie somministrate".
Tratto da: Doctor33, 04 febbraio 2026
