Alimentazione e rischio cardiovascolare: AHA aggiorna le raccomandazioni nel 2026
L'American Heart Association ha pubblicato sulla rivista Circulation un aggiornamento della propria guidance alimentare (il 2026 Dietary Guidance to Improve Cardiovascular Health) che sintetizza le evidenze disponibili e fornisce indicazioni operative sui pattern dietetici cardioprotettivi.
Un elemento trasversale che permea l'intero documento è l'orizzonte temporale. L'AHA raccomanda di avviare i pattern alimentari cardioprotettivi a partire dal primo anno di vita, sottolineando che la famiglia gioca un ruolo critico nel plasmare le scelte alimentari, e che l'adozione precoce dei comportamenti salutari potrebbe prevenire fino all'80% dei casi di malattia cardiaca e ictus.
I nove punti cardiosalutari
Una gamma di modelli alimentari, tra cui la dieta DASH, quella di tipo mediterraneo, quella pescetariana e quella ovo-lacto-vegetariana, se implementate come previsto, possono supportare la salute cardiovascolare e contribuire al mantenimento di un peso corporeo sano. In termini di composizione generale, i pattern cardioprotettivi si caratterizzano per un'ampia componente vegetale, una scarsa processazione degli alimenti e un discreto livello di attività fisica.
Le caratteristiche di un pattern alimentare favorevole al cuore comprendono:
- bilanciare l'apporto energetico per raggiungere e mantenere un peso corporeo sano: il documento pone il peso corporeo come determinante primario del rischio cardiovascolare: il controllo calorico va integrato con adeguata attività fisica. Gli adulti dovrebbero praticare almeno 150 minuti a settimana di attività moderata o vigorosa, con esercizi di rafforzamento muscolare distribuiti nel corso della vita
- consumare abbondanti quantità e varietà di verdure e frutta: pattern dietetici ricchi di alimenti vegetali e poveri di prodotti animali sono associati a profili più favorevoli dei fattori di rischio cardiovascolare e del metaboloma. La varietà non è un dettaglio accessorio: diversi fitonutrienti, antiossidanti e fibre hanno meccanismi cardioprotettivi distinti e complementari
- preferire cereali integrali ai cereali raffinati: cereali raffinati sono privi di fibra, vitamine del gruppo B e micronutrienti, con effetti negativi sulla glicemia postprandiale e sul profilo lipidico
- scegliere fonti proteiche di qualità: più che sulla quantità di proteine bisognerebbe focalizzarsi sulla qualità. Legumi, frutta secca vengono considerate fonti di alta qualità mentre andrebbero limitate carni rosse e lavorate, attenzione ai sostituti vegetali della carne: molti sono ultraprocessati e contengono zuccheri aggiunti, sodio, stabilizzanti e conservanti e richiedendo un utilizzo prudente. Il consumo di pesce (non fritto) e frutti mdi mare è legato a un effetto cardioprotettivo, ma non il consumo di olio di pesce.
- sostituire i grassi saturi con grassi insaturi: meno del 10% dell’apporto calorico giornaliero dovrebbe derivare da grassi saturi. Sul fronte dei latticini, pur raccomandando ancora i prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi come scelta preferenziale, l'aggiornamento riconosce che il dibattito sui benefici di questi rispetto ai latticini interi è tuttora aperto.
- privilegiare alimenti minimamente processati rispetto agli ultraprocessati: la crescita delle vendite globali di alimenti ultraprocessati è un problema di salute pubblica in espansione. Forti evidenze collegano i pattern dietetici ricchi di ultraprocessati a sovrappeso e obesità, CVD, diabete di tipo 2 e mortalità per tutte le cause. L'AHA invita a privilegiare in tutti i contesti alimentari le alternative minimamente processate
- ridurre al minimo gli zuccheri aggiunti in bevande e alimenti: tutte le forme di zucchero aggiunto, inclusi sciroppo di fruttosio ad alto contenuto di mais, sciroppo d'acero, miele e nettare di agave, andrebbero evitate o comunque molto limitate. Gli adulti che ricavano il 25% o più delle calorie giornaliere dagli zuccheri aggiunti presentano un rischio di mortalità cardiovascolare quasi tre volte superiore rispetto a chi rimane al di sotto del 10%
- limitare il sodio e aumentare il potassio: andrebbero scelti alimenti a basso contenuto di sale preparando i pasti con poco o nessun sale aggiunto. Il documento include informazioni più aggiornate sul ruolo degli alimenti ricchi di potassio nel controllo della pressione arteriosa, evidenziando che associare la riduzione del sodio a un maggiore consumo di vegetali e frutta (fonti naturali di potassio) amplifica l'effetto antipertensivo
- nessun livello di alcol è sicuro: la posizione dell'AHA si è irrigidita rispetto al passato. Sul piano cardiovascolare specifico, il documento conclude che l'avvio del consumo di alcolici a qualsiasi livello con l'obiettivo di migliorare la salute cardiovascolare non è raccomandato, dato il margine di incertezza sugli effetti netti e i noti danni documentati. La raccomandazione operativa rimane: chi non beve non deve iniziare; chi beve deve limitare l'assunzione.
Il documento, collocandosi in un momento di forte revisione (soprattutto negli USA ma non solo) delle linee guida alimentari, diviene così un punto di riferimento aggiornato per tutti i professionisti della salute coinvolti nella prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria.
Tratto da: Nutrizione33, Matteo Vian, 12 aprile 2026
