Diabete, più farmaci innovativi ma resta il nodo delle complicanze renali. I dati degli Annali Amd
Presentati al Senato i nuovi Annali AMD: aumenta l’impiego di SGLT2 e GLP-1, migliora il controllo cardiovascolare, ma calano screening di rene, retina e piede diabetico.
Migliora il controllo glicemico e cardiovascolare delle persone con diabete in Italia, cresce l’utilizzo dei farmaci innovativi e aumentano le tecnologie per il monitoraggio della glicemia. Restano però criticità nel controllo delle complicanze microvascolari, in particolare danno renale, retinopatia e piede diabetico. È il quadro che emerge dai nuovi Annali della Associazione Medici Diabetologi (AMD), presentati al Senato nel corso di un convegno promosso dalla senatrice Daniela Sbrollini.
L’edizione 2026 del report analizza i dati raccolti nel 2025 in oltre 340 centri diabetologici italiani e comprende più di 775mila pazienti, di cui oltre 693mila con diabete tipo 2, 51mila con diabete tipo 1 e più di 15mila donne con diabete gestazionale.
Nel diabete tipo 2, oltre il 56% dei pazienti presenta valori di emoglobina glicata a target e quasi il 49% controlla adeguatamente il colesterolo, in crescita rispetto al 44,6% dell’anno precedente. Parallelamente aumenta l’impiego dei farmaci innovativi: SGLT2 inibitori, agonisti recettoriali del GLP-1 e doppi agonisti GIP/GLP-1 vengono utilizzati dall’85,6% dei pazienti, rispetto al 77,4% della precedente rilevazione.
“Questi dati raccontano l’impegno dedicato dai diabetologi alla riduzione del rischio cardiovascolare dei propri assistiti”, ha spiegato Andrea Da Porto, direttore del Gruppo Annali AMD. “D’altro canto, i dati di oggi richiamano l’attenzione su un’altra zona d’ombra: la gestione delle complicanze microvascolari del diabete”.
Secondo il report, risultano infatti in calo il monitoraggio della micro e macroalbuminuria, della retinopatia e del piede diabetico. La malattia renale cronica si conferma la complicanza prevalente, interessando oltre il 50% del campione con diabete tipo 2.
AMD segnala inoltre che ACE-inibitori e sartani, indicati nei pazienti con danno renale, non vengono utilizzati in circa il 43% dei soggetti che ne avrebbero bisogno.
Per il diabete tipo 1, i nuovi Annali riportano per la prima volta dati sull’impiego dei sistemi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM), disponibili su circa 13mila pazienti. Solo un paziente su tre riesce a mantenere la glicemia nel cosiddetto “time in range” per almeno il 70% del tempo, ma la maggior parte evita episodi di ipoglicemia significativa.
Prosegue inoltre la diffusione delle tecnologie: i microinfusori vengono utilizzati dal 21,3% dei pazienti con diabete tipo 1. Resta elevata la prevalenza della retinopatia, presente nel 29,5% dei casi.
Nel diabete gestazionale cresce invece il peso dell’obesità pregravidica, che interessa oltre il 30% delle pazienti, mentre aumenta il ricorso alla terapia insulinica, passata dal 38% al 50%.
“Gli Annali sono oggi uno strumento strategico per l’analisi dei percorsi assistenziali e per il supporto alle decisioni in ambito di sanità pubblica”, ha dichiarato Salvatore De Cosmo, presidente AMD, sottolineando il ruolo del database nello sviluppo di modelli di cura sempre più personalizzati e integrati con le tecnologie digitali.
“Il nostro database si configura come uno dei registri clinici di patologia più grandi d’Europa”, ha aggiunto Giuseppina Russo, presidente eletto AMD, ricordando il confronto avviato con i registri diabete di Regno Unito, Spagna e Svezia per favorire future collaborazioni di ricerca a livello europeo.
Secondo Riccardo Candido, presidente di Fondazione AMD, gli Annali hanno inoltre consentito “un’intensa attività di ricerca osservazionale basata sulla real world evidence”, contribuendo ad approfondire aspetti clinici, organizzativi e socio-demografici della malattia diabetica.
Tratto da: Doctor33, 06 maggio 2026
