Semaglutide e riduzione dell’insulina nel diabete di tipo 1 con obesità: effetto rapido e sostenuto
Nei pazienti con diabete di tipo 1 (DT1) e obesità, l’aggiunta di semaglutide potrebbe consentire una significativa riduzione del fabbisogno insulinico anche in presenza di sistemi automatizzati di infusione insulinica. In un’analisi post hoc dello studio ADJUST-T1D, condotto su adulti con DT1 trattati con semaglutide 1 mg/settimana o placebo per 26 settimane, la dose totale giornaliera di insulina si è ridotta del 22.6% (intervallo di confidenza al 95% [CI], -28.3 a -17.0). La riduzione è stata trainata principalmente dall’insulina prandiale, diminuita del 30.5% (95% CI, -39.5 a -21.5), rispetto a quella basale (-15.6%; 95% CI, -21.5 a -9.7). Parallelamente, il rapporto tra insulina basale e dose totale è aumentato da 0.56 a 0.62 (P < 0.001), mentre la dose insulinica è scesa da 0.72 a 0.60 unità/kg/die (P < 0.001). Già a 4 settimane, l’83% della riduzione della dose insulinica totale (-11.1 unità/die) è risultato attribuibile a un effetto diretto del farmaco, con solo il 17% (-2.3 unità/die) mediato dalla perdita di peso. A 26 settimane, il contributo si è distribuito in modo più equilibrato tra effetto diretto (-11.4 unità/die; 52%) e perdita di peso (-10.5 unità/die; 48%). L’introito giornaliero di carboidrati si è ridotto da 137 g a 107 g. Questi risultati hanno mostrato che semaglutide ha determinato una riduzione rapida e sostenuta del fabbisogno insulinico, parzialmente indipendente dalla perdita di peso, suggerendo un effetto metabolico diretto rilevante nel DT1 con obesità.
Fonte: Karakus KE et al. Diabetes Care. 2026;49(5):718–723. doi:10.2337/dc25-2249.
Tratto da: Cardiolink, Martina Chiriacò, 09 maggio 2026
