Salute: fattori di rischio cardiovascolare e prevenzione
Quando si parla di salute, è facile ridurla all’assenza di malattia, ma la definizione che ne dà l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è molto più ampia e ambiziosa: la salute è uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità.
La promozione della salute, intesa come il processo attraverso cui le persone acquisiscono un maggiore controllo sulla propria salute per migliorarla, diventa un obiettivo collettivo e individuale al tempo stesso. Per raggiungerlo, è fondamentale conoscere i fattori che possono mettere a rischio il benessere e sapere dove e come intervenire.
Ne parliamo con la dottoressa Simonetta Dell’Orto, specialista in cardiologia presso i centri medici Humanitas Medical Care.
Fattori di rischio: cosa sono e come si classificano
I fattori di rischio sono situazioni o condizioni associate alla comparsa di una malattia, capaci di influenzarne direttamente o indirettamente lo sviluppo e il decorso. La loro presenza non determina automaticamente l’insorgenza della patologia, ma la rende statisticamente più probabile.
Se affrontiamo il problema dal punto di vista cardiovascolare i fattori di rischio si dividono in due categorie:
- fattori modificabili
- fattori non modificabili.
I fattori modificabili sono quelli sui quali possiamo agire attraverso le scelte quotidiane: cosa mangiare, quanto muoversi, non fumare, hanno un’influenza determinante sulla salute. Tra i principali fattori di rischio cardiovascolare modificabili troviamo:
- dislipidemie
- ipertensione arteriosa
- fumo
- diabete mellito
- eccesso ponderale
- sedentarietà.
Altri fattori, detti non modificabili, non dipendono dalle nostre azioni e non possono essere cambiati:
- storia familiare di malattia cardiovascolare
- età: l’invecchiamento aumenta la vulnerabilità a molte patologie
- sesso: alcune malattie colpiscono in modo diverso individui di sesso maschile o femminile
- fattori psicosociali: per esempio:
- condizioni economiche e livello culturale possono condizionare l’accesso alle cure
- soprattutto nelle società più povere le persone di sesso femminile hanno meno cura della propria salute
- solitudine e isolamento sociale.
I principali fattori di rischio cardiovascolare
Colesterolo
Il colesterolo è una sostanza necessaria per il corretto funzionamento dell’organismo, è un costituente delle membrane cellulari, partecipa alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D. Viene prodotto dal fegato ed è contenuto in alcuni cibi come carne, burro, formaggi; è invece assente nella frutta, nella verdura e nei cereali. Viene trasportato dalle lipoproteine, fra le più note le LDL, lipoproteine a bassa densità, e HDL, lipoproteine ad alta densità. Queste ultime rimuovono il colesterolo in eccesso nei vari tessuti e lo trasportano di nuovo al fegato dove viene ulteriormente metabolizzato.
Le LDL (colesterolo “cattivo”) se presenti in quantità eccessive tendono a depositarsi sulla parete dei vasi arteriosi innescando un processo che può portare alla formazione di placche che ostacolano il flusso sanguigno (aterosclerosi).
Il ruolo causale del colesterolo nelle patologie cardiovascolari come l’angina e l’infarto è stato dimostrato scientificamente cosi come è stata dimostrata l’efficacia della sua riduzione, in particolare del colesterolo LDL, nel ridurre il rischio cardiovascolare.
Ipertensione arteriosa
L’ipertensione arteriosa si è dimostrata essere una delle principali cause di sviluppo di malattia coronarica, scompenso cardiaco, malattia cerebrovascolare, arteriopatia periferica, insufficienza renale cronica e fibrillazione atriale.
L’ipertensione arteriosa è molto frequente nelle donne in menopausa e con il progredire dell’età spesso si associa al sovrappeso e alla sedentarietà.
La ripresa di attività fisica costante e il calo ponderale hanno un effetto benefico sul controllo di questa patologia e spesso consentono di ridurre la terapia farmacologica.
Fumo di sigaretta
Il fumo è responsabile del 50% delle morti nei fumatori. Chi ha fumato per una vita ha una probabilità del 50% di morire per questa ragione e complessivamente può perdere 10 anni di vita. Anche il fumo passivo si associa a un aumentato rischio cardiovascolare.
Diabete
Diabete tipo 1, tipo 2 e prediabete sono tutte situazioni che aumentano il rischio cardiovascolare. In particolare si è visto che le persone di sesso femminile con diabete di tipo 2 hanno un rischio particolarmente elevato di ictus cerebrali.
Eccesso ponderale
L’eccesso ponderale può essere quantificato dal BMI (body mass index, peso/altezza2). Negli ultimi decenni si è osservato un preoccupante incremento del BMI in tutti i livelli della popolazione: bambini, adolescenti, adulti. Esiste una relazione lineare tra BMI e mortalità: in pratica tanto più elevato è il BMI tanto più alta è la mortalità, all’opposto la mortalità per qualsiasi causa è inferiore se il BMI nei limiti di normalità (20-25 kg/m2).
Frequentemente l’eccesso di peso si associa a diabete mellito potenziandone gli effetti deleteri.
Sedentarietà
La sedentarietà si associa a un aumentato rischio di mortalità e di diverse malattie non solo cardiovascolari, ma anche oncologiche e neurologiche come lo stroke e il decadimento cognitivo. Anche piccoli incrementi di attività fisica consentono di ottenere benefici in tutte le età della vita.
Sesso ed effetti sulla salute
Vi sono differenze nella presentazione, nello sviluppo e nella risposta al trattamento di diverse malattie cardiovascolari nei soggetti di sesso femminile o maschile, ma anche nelle diverse fasi della vita dei pazienti. Ad esempio si è visto che nelle donne l’incremento di rischio cardiovascolare si verifica per valori inferiori di pressione sistolica. L’attenzione a questi aspetti si è sviluppata recentemente e continua ad arricchirsi di informazioni.
Quali strumenti abbiamo per proteggere la nostra salute?
La prevenzione è un insieme di comportamenti, abitudini e controlli che si distribuiscono lungo tutto l’arco della vita. Si articola in tre livelli:
- Prevenzione primaria: interviene prima che la malattia si manifesti, agendo sui fattori di rischio. Include educazione alimentare, attività fisica e lotta al fumo.
- Prevenzione secondaria: punta alla diagnosi precoce attraverso esami e screening periodici, con l’obiettivo di identificare la malattia è ancora in fase iniziale e quindi più trattabile.
- Prevenzione terziaria: si occupa di limitare le complicanze nelle persone già malate, migliorando la qualità di vita e riducendo la disabilità.
Fare prevenzione significa non aspettare i sintomi. Significa conoscere il proprio stato di salute attraverso controlli regolari, adottare stili di vita corretti e in relazione alla propria storia familiare, all’età e al proprio profilo di rischio.
Le linee guida della società Europea di Cardiologia (ESC) danno indicazioni sullo stile di vita da adottare per ridurre il rischio cardiovascolare:
- Seguire la dieta mediterranea.
- Restringere l’assunzione di alcol (max 100 g x settimana, circa 8 bicchieri di vino).
- Preferire il pesce alla carne, alimenti vegetali a quelli animali, ridurre l’uso di bevande zuccherate.
- Non fumare.
- Svolgere regolare attività fisica. Il movimento regolare riduce il rischio di malattie cardiovascolari, di alcuni tumori, di diabete, obesità, demenza, ansia e depressione. Le raccomandazioni OMS variano per fascia d’età. i bambini fino ai quattro anni dovrebbero effettuare almeno 180 minuti di attività fisica al giorno; i bambini e gli adolescenti almeno 60 minuti al giorno di attività moderata o vigorosa; gli adulti dovrebbero fare almeno 150-300 minuti di attività aerobica moderata a settimana, più esercizi di rafforzamento muscolare almeno 2 volte a settimana; gli anziani dovrebbero mantenersi sullo stesso range di minuti, ma dovrebbero prevedere esercizi specifici che rafforzino l’equilibrio.
- Sottoporsi a visite e accertamenti specifici volti a definire il profilo di rischio cardiovascolare e conseguenti provvedimenti terapeutici articolati nel tempo e in relazione all’età e alle condizioni generali di salute del soggetto.
Tratto da: Humanitas, 22 luglio 2026
