5permille

Diabete e fegato grasso, Sid: diagnosi precoce e nuove terapie per i pazienti a rischio

Al congresso nazionale di Rimini la Sid richiama l'importanza di valutare la fibrosi epatica nei pazienti con diabete e le nuove opzioni terapeutiche per la MASH.

La Società Italiana di Diabetologia (Sid) richiama l'attenzione sulla necessità di individuare precocemente la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) nei pazienti con diabete di tipo 2, attraverso strumenti di valutazione del rischio di fibrosi e percorsi diagnostici mirati. Il tema è al centro del 31° Congresso nazionale della società scientifica, in corso a Rimini dal 28 al 31 ottobre 2026, anche alla luce delle nuove possibilità terapeutiche per alcune forme più avanzate della malattia.

«Il problema MASLD/MASH può interessare fino al 70% dei pazienti con diabete mellito, e pertanto è una delle sfide quotidiane più rilevanti cui i Servizi di Diabetologia sono chiamati a fare fronte», afferma Riccardo Bonadonna, presidente eletto della Sid. Secondo Bonadonna, l'impatto epidemiologico richiede un ulteriore impegno organizzativo e risorse, anche strumentali, per garantire una risposta clinica adeguata.

La MASLD comprende condizioni caratterizzate dall'accumulo di grasso nel fegato in presenza di fattori di rischio metabolici, tra cui diabete di tipo 2, obesità, ipertensione e alterazioni dei lipidi. In una parte dei pazienti può evolvere nella MASH, la steatoepatite associata a disfunzione metabolica, caratterizzata da infiammazione e danno delle cellule epatiche, con possibile progressione verso fibrosi, cirrosi e complicanze epatiche.

«La malattia può restare silenziosa per anni. Sentirsi bene, dunque, non basta a escluderla», spiega Amalia Gastaldelli, dirigente di ricerca dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa e professore di medicina presso la Division of Diabetes della University of Texas Health Science Center at San Antonio.

Per identificare i pazienti a maggiore rischio, la Sid richiama l'utilizzo del FIB-4, un indice calcolato attraverso età, transaminasi e piastrine, utilizzabile anche nell'ambulatorio del medico di medicina generale. In presenza di valori elevati, il percorso può proseguire con accertamenti specialistici, tra cui l'elastografia epatica, che consente di valutare la rigidità del fegato. La biopsia rimane riservata a casi selezionati o dubbi.

Il trattamento continua a basarsi sugli interventi sullo stile di vita, con un'alimentazione di tipo mediterraneo, attività fisica regolare e riduzione dell'eccesso ponderale quando presente. La Sid sottolinea l'importanza di limitare grassi saturi, zuccheri aggiunti e bevande zuccherate, preservando per quanto possibile la massa muscolare durante il dimagrimento.

Sul fronte farmacologico, il congresso affronta il recente aggiornamento delle linee guida europee EASD, EASL ed EASO, che comprende nuove opzioni per pazienti selezionati con MASH e fibrosi significativa. Tra queste figura resmetirom, autorizzato nell'Unione europea nell'agosto 2025 per gli adulti con MASH non cirrotica e fibrosi epatica moderata o avanzata, negli stadi F2-F3, in associazione a dieta e attività fisica.

Secondo i risultati dello studio principale richiamati dalla Sid, dopo 12 mesi la risoluzione della MASH senza peggioramento della fibrosi è stata osservata nel 26-30% dei pazienti trattati con resmetirom, a seconda della dose, rispetto al 10% del gruppo placebo. Un miglioramento della fibrosi senza peggioramento della MASH è stato rilevato nel 27-29% dei trattati, contro il 17% del gruppo placebo.

Anche semaglutide, già utilizzata nel trattamento del diabete e dell'obesità, ha ottenuto nel 2026 una specifica indicazione europea per la MASH con fibrosi significativa, secondo quanto riportato dalla società scientifica.

Gastaldelli precisa che questi farmaci non sono indicati per tutti i pazienti con steatosi epatica: la scelta dipende dallo stadio della malattia e dalle indicazioni autorizzate. La Sid ricorda inoltre che l'autorizzazione europea non comporta automaticamente disponibilità e rimborsabilità in Italia.

Per la società scientifica, la priorità è integrare la valutazione della salute epatica nella gestione del diabete, identificando i pazienti a rischio di progressione e coinvolgendo, quando necessario, gli specialisti di epatologia.

Tratto da: Diabetologia33, 02 novembre 2026