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Milan e Team Type 1 contro il diabete all'insegna del motto 'Campioni di controllo'

Data di pubblicazione: 25/03/2011

 

Stili di vita sani, sport, controllo dei livelli di zuccheri nel sangue sono le 'armi' per contenere l'esplosione di un'epidemia globale che costa al nostro Servizio sanitario nazionale 9,5 miliardi di euro all'anno.
Milano - "Mi dicevano che a 25 anni sarei morto, o se fossi sopravvissuto sarei stato già cieco. Invece a 25 anni, alla faccia dei medici e grazie allo sport, ho battuto un record mondiale attraversando in bicicletta gli Stati Uniti da Ovest a Est. Perché se diventi 'campione di controllo' puoi diventare campione del mondo", di certo campione nella vita. Questo il messaggio di Phil Southerland, ciclista americano trentenne malato di diabete di tipo 1 dall'età di 7 mesi, fondatore del Team Type 1 testimonial della quarta edizione della campagna 'BCD - Buon compenso del diabete'. L'iniziativa, che quest'anno 'contagia' anche nel mondo dello sport, della scuola e del lavoro, è stata presentata oggi a Milano alla presenza di Southerland e di un altro 'padrino' vip, il portiere rossonero Christian Abbiati.
Fondazione Milan e Team Type 1 entrano così nella 'squadra' di BCD, un progetto promosso da International Diabetes Federation (Idf), Diabete Italia, Società italiana di diabetologia (Sid) e dalle associazioni di pazienti Fand, Aid e Aniad con il contributo incondizionato del gruppo farmaceutico Sanofi-Aventis. All'insegna del motto 'Campioni di controllo', l'obiettivo della campagna è portare nelle piazze della Penisola la prevenzione contro le complicanze della 'malattia del sangue dolce'. Una vera e propria pandemia, con circa 250 milioni di malati nel mondo, destinati a raddoppiare entro il 2025 superando i 450 milioni. In Italia i pazienti sono almeno 4 milioni, di cui 1 milione ancora senza diagnosi.
Stili di vita sani, sport, controllo dei livelli di zuccheri nel sangue e dell'emoglobina glicata - insegnano gli esperti - sono le 'armi' per contenere l'esplosione di un'epidemia globale che assorbe oltre il 7% della spesa sanitaria mondiale e costa al nostro Servizio sanitario nazionale 9,5 miliardi di euro all'anno.
"La campagna BCD è nata nel 2005 dalla constatazione che in Italia vi fosse molta strada da fare per ottenere un buon compenso del diabete - ricorda Massimo Massi-Benedetti, presidente della Science task force di Idf - A 5 anni di distanza, benché gli indicatori rilevati dal VI Report Health Search 2009-2010 e dagli Annali Amd" dell'Associazione medici diabetologi, anch'essa promotrice della campagna, "accertino significativi miglioramenti, siamo ancora lontani dall'obiettivo di un'ottimale gestione del diabete".
Ma arrivarci non è l'unico goal da segnare. "Oggi - riflette l'esperto - la vera battaglia da combattere è quella contro l'ignoranza e tutti devono fare la loro parte". Cominciando dalle definizioni: "Basta parlare di 'pazienti diabetici' - invita Massi Benedetti - parliamo piuttosto di 'persone con il diabete'". Uomini e donne che con la forza di volontà possono fare sport agonistico e vincere. Eppure, precisa Massi-Benedetti, "non è passato molto tempo da quando in Italia un diabetico non poteva nemmeno fare educazione fisica a scuola". E ancora meno tempo è passato da quando Andrea Pirovano, ciclista brianzolo di 20 anni oggi parte del Team Type 1, "nonostante i suoi successi non trovava nessuna squadra che lo volesse perchè è diabetico", ricorda Southerland.
"Lo sport è la chiave per vivere meglio e questo vale per i sani come per i malati, che facendo esercizio fisico migliorano - dice Umberto Valentini, presidente di Diabete Italia - Basta perdere 4-5 chili e camminare mezz'ora al giorno a passo veloce per riuscire ad abbattere del 70% in 7 anni le probabilità di diventare diabetico", assicura lo specialista. Una 'ricetta' che ora, grazie a BCD, arriverà nelle aziende, ai giovanissimi nelle scuole e ai campioni in erba.
Tra le iniziative della campagna BCD 2011 il tradizionale roadshow nelle piazze italiane. Dalla metà di aprile fino a novembre 2011, gazebo BCD allestiti ad ambulatori itineranti faranno tappa da Nord a Sud con attività informative e test gratuiti della glicemia e dell'emoglobina glicata, misurazione della pressione arteriosa e dell'indice di massa corporea. Anche per ribadire che il diabete è legato a doppio filo con sovrappeso e obesità, tanto che oggi sempre più bambini iniziano a mostrare i segni del diabete di tipo 2 correlato agli stili di vita. Questa forma di malattia, in passato definita 'diabete senile', colpisce già oggi in un caso su 5 persone under 55.
Ma oltre a offrire screening ai cittadini, quest'anno BCD si allarga e inaugura nuove iniziative. Grazie al progetto 'Diabete e scuola' si coinvolgerà operatori scolastici, studenti e famiglie, con la realizzazione e la distribuzione di kit didattico-informativi nell'anno scolastico 2011-2012. L'edizione 2011 della campagna potenzia poi la presenza nelle aziende. Con il progetto 'Diabete e lavoro' entrerà nelle imprese, per seminare la cultura della prevenzione e dare a tutti la possibilità di sottoporsi a controlli gratuiti.
Aprire le porte al 'buon compenso' è un'opportunità che sta prendendo in considerazione anche il Pirellone, annuncia Laura Cappetti della direzione generale Sanità della Regione Lombardia: "Stiamo valutando un progetto ad hoc per portare BCD dentro la nuova sede". Sposa già l'iniziativa Sanofi-Aventis, che in Italia conta 5 stabilimenti e oltre 3 mila dipendenti. "Tutti saranno coinvolti in prima persona così da diventare testimonial di prevenzione e buon compenso", garantisce il direttore generale dell'azienda, Arturo Zanni. "Chi ha nel proprio logo 'La salute, la cosa più importante' non può limitarsi a fare farmaci - puntualizza - ma il dovere della responsabilità sociale e di impegnarsi al fianco dei malati". Per migliorare la loro qualità di vita e per ridurre i costi per il Ssn.
Ma è il binomio diabete-sport il focus della campagna BCD 2011, lanciata non a caso con una conferenza stampa allo stadio di San Siro. Debutta infatti quest'anno anche il progetto 'Diabete e sport', con una partnership con il mondo del calcio e una con il ciclismo. Con Fondazione Milan, BCD offre l'opportunità a 100 bambini con diabete e la passione del pallone di partecipare gratis a 6 dei campus estivi Milan Junior Camp, che ogni anno ospitano circa 15 mila giovanissimi aspiranti campioni. I piccoli diabetici saranno seguiti da operatori formati ad hoc e a tutti sarà distribuito materiale educativo. La seconda alleanza è quella con il Team Type 1 di Southerland, per fare da 'megafono' al messaggio che un diabete ben controllato non impedisce di diventare campioni.
"Quando si parla di gioco di squadra noi vogliamo partecipare - afferma Laura Masi, consigliere di amministrazione di Fondazione Milan e direttore marketing del Milan - Ancora di più se si parla di pandemia globale, una squadra titolata in tutto il mondo non può che esserci. Lo sport ha una grande funzione sociale e il mondo del calcio può fare molto di più che sollevare le folle negli stadi". Concorda il portiere rossonero Abbiati: "È fantastico dare a questi ragazzi l'opportunità di diventare piccoli grandi campioni controllando il diabete", commenta. "Se controlli il diabete puoi vincere qualsiasi cosa", testimonia ancora Southerland. "Come Team Type 1, il nostro massimo desiderio è poter partecipare entro il 2020 a competizioni come il Giro d'Italia, il Tour de France o il Giro di Lombardia", confessa il ciclista. Un sogno che Zanni trasforma in appello: "Diamo un segno e portiamo questi campioni al Giro d'Italia", esorta il Dg di Sanofi-Aventis.
La necessità di un'alleanza tra società, scuola e istituzioni per promuovere sempre di più la cultura dello sport viene evidenziata anche dai senatori Antonio Tomassini (Pdl), presidente della Commissione Igiene e sanità, ed Emanuela Baio (Pd), diabetica e presidente del Comitato nazionale per i diritti delle persone con diabete. "Diffondere la cultura della prevenzione è indispensabile per contrastare il diabete", sostiene Tomassini che anticipa: "In settembre con l'Associazione parlamentari amici del cavallo organizzeremo un'Ippovia sulle orme dei Promessi sposi, da Sondrio a Milano, a cui parteciperanno 4 diabetici e un medico". Predicando prevenzione "non vogliamo certo togliere risorse ai malati - puntualizza Baio - ma spenderle meglio e questo è possibile solo arrivando a un buon compenso del diabete".
Tratto da: Adnkronos Salute, 25 marzo 2011

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