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Ipoglicemia ospedaliera grave resta una problematica

Nonostante i progressi nel trattamento, l’ipoglicemia ospedaliera grave rimane un problema significativo sia nel diabete di tipo 1 che in quello di tipo 2 e la sua riduzione può migliorare la qualità della vita delle persone e diminuire l’utilizzo dell’assistenza sanitaria e i costi associati, secondo i risultati di uno studio osservazionale scozzese pubblicato sulla rivista Diabetes Research and Clinical Practice.

L’ipoglicemia rappresenta una complicanza significativa nelle persone con diabete ed è associata alla perdita della qualità della vita e a un aumento del rischio di mortalità e morbilità. Il miglioramento del controllo della glicemia è uno dei pilastri fondamentali della gestione del diabete, con l’obiettivo di mantenere un livello ottimale di glucosio nel sangue evitando che si verifichi ipoglicemia. La maggior parte delle ipoglicemie sono lievi e vengono gestite fuori dall’ospedale, ma il tasso di ipoglicemia sufficientemente grave da giustificare il ricovero ospedaliero è un importante indicatore della gestione del diabete a livello di popolazione, hanno premesso gli autori.

Scopo di questo studio era valutare i tassi attuali di ipoglicemia ospedaliera grave (SHH) nel periodo post-pandemia nella popolazione diabetica scozzese e le recenti tendenze nel periodo 2016-2022, analizzandoli separatamente per il diabete di tipo 1 e di tipo 2 in base all’età, al sesso e agli strati socioeconomici.

«Il nostro obiettivo era stabilire in quale misura l’SHH rimane una delle principali sfide in Scozia in questo periodo post-pandemia, se colpisce alcuni sottogruppi più di altri e quale è stato l’effetto netto dei fattori che influenzano la SHH a livello di popolazione negli ultimi anni» hanno scritto il primo autore William Berthon dell’Usher Institute, College of Medicine and Veterinary Medicine, Università di Edimburgo (UK) e colleghi. «Questi dati sono importanti per identificare le persone più a rischio in modo che possano essere implementati approcci educativi e terapeutici adeguati e per informare i futuri modelli di cura e le politiche sulle strategie preventive».

L’ipoglicemia ospedaliera grave è ancora un problema significativo

La popolazione dello studio osservazionale era di poco più di 36mila persone con diabete di tipo 1 e 382mila con il tipo 2 nel periodo 2016-2022, identificate dal registro nazionale scozzese del diabete (SCI-Diabetes).

Nelle persone con diabete di tipo 1 e 2 si sono verificati rispettivamente 2.859 e 4.276 eventi di ipoglicemia ospedaliera grave.

  • Per i soggetti affetti dal tipo 2 i tassi annuali grezzi di SHH per 1.000 anni-persona hanno raggiunto un minimo nel 2020 (11,18), per poi aumentare di nuovo nel 2021-2022 (12,55 nel 2022), anche se ancora inferiori a quelli pre-2020 (15,24 nel 2019), con un calo complessivamente significativo dopo l’aggiustamento per età e sesso (P<0,001).
  • Nel 2022, il tasso più elevato di eventi SHH nelle persone con diabete di tipo 1 si è verificato nei soggetti di età inferiore ai 20 anni (23,04) e il più basso in quelli di età compresa tra 20 e 49 anni (9,08).
  • È stata osservata una lenta tendenza al ribasso nel tempo per le persone di età compresa tra 20 e 49 anni e ≥ 50 anni, ma il dato era significativo solo per la fascia 20-49 anni (P=0,013).
  • In tutti gli anni, trovarsi nel quintile più indigente dello Scottish Index of Multiple Deprivation (SIMD5) è stato associato a tassi di SHH 2,58 volte superiori rispetto al quintile meno indigente (SIMD1), anche se questa differenza socioeconomica si è ridotta a 2,04 entro il 2022.
  • Anche per i soggetti con diabete di tipo 2 il tasso annuale più basso di SHH è stato osservato nel 2020 (1,93), con una variazione significativa da un anno all’altro (P<0,01) ma senza una tendenza al ribasso coerente.
  • Le donne avevano tassi di SHH significativamente più elevati rispetto ai maschi (2,33). I rapporti di tasso grezzo per SIMD1 vs SIMD5 erano 2,24 nel 2016 e 1,56 nel 2022.

Sintesi dei risultati e conclusioni degli autori

In sintesi, questo studio osservazionale ha rilevato un calo sostanziale dell’ipoglicemia ospedalizzata nel diabete di tipo 1 rispetto al periodo precedente al 2020 nei soggetti più giovani e una diminuzione su base annua nelle persone di mezza età. I dispositivi per il monitoraggio del glucosio hanno probabilmente contribuito alla riduzione degli eventi SHH in questi gruppi, mentre gli effetti della pandemia di COVID-19 sulla SHH devono essere compresi meglio.

«Tuttavia è di fondamentale importanza continuare a fare progressi per ridurre ulteriormente la SHH e affrontare la mancanza di miglioramenti significativi nelle persone anziane con diabete di tipo 1. Potrebbero essere di aiuto a questo scopo i sistemi ibridi a circuito chiuso, così come sono importanti anche lo sviluppo di insuline con un minore potenziale ipoglicemizzante, una migliore istruzione e migliori sistemi di supporto per le persone con diabete» hanno fatto presente gli autori.

Nel diabete di tipo 2, anche se è stato osservato un calo sostanziale dei tassi tra il 2019 e il 2020 nelle persone 20-59 anni di età e, in misura minore, in quelle dai 75 anni in avanti, i numeri sono nuovamente aumentati e non sono evidenze di un miglioramento complessivo dal 2016.

«Considerati i cambiamenti demografici in molte società con una percentuale crescente di popolazione di età superiore ai 65 anni, è necessario affrontare il rischio di ipoglicemia grave negli anziani. I nostri dati sottolineano la continua necessità di ottimizzare la terapia farmacologica in questa fascia di età e di attuare politiche mirate specificamente alla riduzione della SHH» hanno aggiunto

Queste politiche potrebbero considerare il ruolo della politerapia nell’ipoplicemia negli anziani e se vi sia o meno motivo di aumentare l’uso dei dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) nelle persone anziane sia con diabete di tipo 1 che di tipo 2 in contesti particolari, come nelle case di cura.

«I nostri dati sottolineano inoltre la necessità di mantenere l’attenzione sull’educazione del paziente e di garantire un’equa adozione dei dispositivi che hanno dimostrato di ridurre la SHH, la cui diminuzione ha implicazioni più ampie sulla salute pubblica, compreso il potenziale di migliorare la qualità complessiva della vita delle persone con diabete e produrre benefici economici diminuendo l’utilizzo dell’assistenza sanitaria e i costi associati» hanno concluso.

Referenze

Berthon W et al. Ongoing burden and recent trends in severe hospitalised hypoglycaemia events in people with type 1 and type 2 diabetes in Scotland: A nationwide cohort study 2016-2022. Diabetes Res Clin Pract. 2024 Mar 27:210:111642.

Tratto da: Corriere Nazionale, CORNAZ, 12 giugno 2024