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Quali controlli fare per il cuore dopo i 60 anni

Data di pubblicazione: 04/06/2023

Dopo i 60 anni, e con l'aumentare del rischio di malattie cardiovascolari, è più importante che mai prendersi cura del proprio cuore. Vediamo insieme quali sono gli esami principali e gli specialisti a cui rivolgersi per mantenere il cuore sano.

Con l'età osserviamo gli effetti dell'invecchiamento sul cuore e sui vasi. C'è poi un aumento di tutte le malattie cardiache e vascolari, con in particolare incremento di quelle legate all'aterosclerosi che porta ad angina pectoris, infarto, ictus e danni ai dispositivi delle arterie (arteriopatie). L'età aumenta anche il rischio di aritmie cardiache, compresa la fibrillazione atriale. Ci sono anche più malattie valvolari, disfunzioni valvolari, che sono qualificate come "degenerative". Il tessuto che compone le valvole diventa meno flessibile, si ispessisce, si calcifica, facendo così funzionare meno le valvole.

Inoltre nel tempo l'effetto dei fattori di rischio cardiovascolare - come il fumo, l'impatto di anni di ipertensione squilibrata, il diabete o il sovrappeso - è cumulativo. Certo, invecchiando si diventa più fragili. Sono quindi sempre di più le patologie diverse dalle malattie cardiovascolari da cui si è affetti.

Malattie cardiovascolari: l'importanza della prevenzione

In termini di terapia, sono stati fatti molti progressi nel trattamento di queste malattie. Dove bisogna fare ancora molti progressi è sulla prevenzione globale che permette di ridurre l'incidenza di queste malattie cardiovascolari.

Questa prevenzione si basa su diversi punti. Il primo, ovviamente, è diffondere messaggi di salute pubblica al fine di ridurre l'insorgenza di fattori di rischio.

Gli esami da fare

Elettrocardiogramma (ECG)

Consiste nella registrazione dell'attività elettrica del cuore e la rilevazione di eventuali anomalie riguardanti la frequenza e il ritmo, il volume di alcune parti e lo stato del muscolo, che possono annunciare un infarto o una pericardite. L'ECG permette anche di vedere se lo stress test non è controindicato. Se necessario, dopo l'ECG può essere eseguita un'ecografia da sforzo o una risonanza magnetica da sforzo o una scintigrafia da sforzo.

Elettrocardiogramma con metodo Holter

Diagnostica un ritmo cardiaco anormale, cerca la causa del disagio, delle palpitazioni. Il dispositivo di registrazione della frequenza cardiaca (monitor Holter) è collegato tramite elettrodi posizionati sul torace per ventiquattro ore. La decrittazione dei dati viene effettuata quando il dispositivo viene consegnato al team medico.

Stress test

Serve per identificare l'ischemia (dolore miocardico) osservando il funzionamento del cuore durante lo sforzo fisico che aumenta il consumo di ossigeno e il flusso sanguigno, che può rivelare il sintomo. Segnala un'insufficienza coronarica secondaria ad un ateroma, un'aritmia, un aumento della pressione arteriosa sotto sforzo, o permette di controllare la stabilizzazione dell'angina pectoris.

Ecografia cardiaca

In particolare è utile osservare la condizione e il funzionamento delle valvole per valutare un possibile scompenso cardiaco.

Eco-Doppler

Consente di osservare il flusso sanguigno e le arterie (collo, femorali o addominali) che portano il sangue al cervello o agli arti inferiori e identificare eventuali aterosclerosi che annunciano un rischio di ictus o arteriopatia obliterante degli arti inferiori.

Prendersi cura del proprio cuore per tutta la vita

La salute a 60 anni si prepara molto prima. Nel soggetto giovane vi è quindi tutto l'interesse ad effettuare regolari screening e monitoraggi, ad iniziare precocemente il trattamento se necessario. Appena viene rilevata una patologia, c'è un grande vantaggio nell'essere monitorati, nell'avere un cardiologo di riferimento, ma anche avere un supporto dietetico ottimale ed esercitarsi regolarmente: non è mai troppo tardi per mettere in atto tutto questo corretto stile di vita.

Tratto da: Il Giornale, Francesca Bocchi, 05 giugno 2023


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