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Diabete tipo 2, AACE aggiorna l'algoritmo 2026 con approccio centrato su peso e comorbiditā

Negli adulti con diabete di tipo 2, le nuove raccomandazioni dell’American Association of Clinical Endocrinology (AACE), pubblicate di recente sulla rivista Endocrine Practice, introducono un approccio più integrato e personalizzato alla gestione della malattia, fondato su classificazione accurata, priorità delle comorbidità e obiettivi quantitativi di perdita di peso, mantenendo al contempo target glicemici stringenti ma adattati al profilo clinico del paziente.

L’aggiornamento dell’algoritmo di gestione del diabete di tipo 2, il primo dal 2023, è stato sviluppato in risposta alla rapida evoluzione delle terapie per i disordini cardiometabolici. Il nuovo documento di consenso comprende 11 sezioni che coprono principi di cura, prediabete, classificazione del diabete, dislipidemia, ipertensione, controllo glicemico orientato alle complicanze e al glucosio, uso dell’insulina, profili farmacologici per diabete e obesità e raccomandazioni vaccinali. Rimane centrale il ruolo delle modifiche dello stile di vita e del trattamento del sovrappeso e dell’obesità, con un’attenzione crescente alla gestione del rischio aterosclerotico e delle condizioni concomitanti.

Nuovo algoritmo di classificazione per ridurre le diagnosi errate

Uno degli elementi chiave dell’aggiornamento è l’introduzione di un algoritmo di classificazione del diabete volto a ridurre gli errori diagnostici, distinguendo meglio tra diabete di tipo 1 e tipo 2 e identificando eziologie meno comuni.

Dopo la conferma diagnostica (glicemia a digiuno ≥126 mg/dl, test da carico orale di glucosio (OGTT) ≥200 mg/dl o emoglobina glicata (HbA1c) ≥6,5%), il percorso prevede una valutazione sistematica del fenotipo e, nei casi atipici, ulteriori indagini per identificare forme alternative di diabete attraverso la presenza di sovrappeso o obesità, familiarità, storia di diabete gestazionale e segni di insulino-resistenza.

Nei pazienti che non rientrano chiaramente in questo profilo, è raccomandata un’ulteriore valutazione per diabete di tipo 1, diabete autoimmune latente dell’adulto, patologie pancreatiche, diabete monogenico o iperglicemia indotta da farmaci.

Il documento evidenzia come, in uno studio di coorte condotto nel Regno Unito, quasi il 40% degli adulti con criteri per diabete di tipo 1 fosse inizialmente trattato come diabete di tipo 2, sottolineando la rilevanza clinica di una corretta classificazione.

All’interno di questo framework, viene inoltre introdotta una nuova priorità per lo screening dell’ipercortisolismo, sulla base dei risultati dello studio CATALYST, che ha evidenziato una prevalenza più elevata del previsto nei pazienti con diabete difficile da controllare.

Terapia guidata dalle comorbidità

La scelta terapeutica deve essere guidata prioritariamente dalla presenza di comorbidità, utilizzando farmaci con evidenza di beneficio specifico su scompenso cardiaco, malattia renale cronica e rischio cardiovascolare. Negli adulti con diabete di tipo 2 e condizioni quali scompenso cardiaco, malattia renale cronica, malattia cardiovascolare aterosclerotica nota o ad alto rischio, ictus o attacco ischemico transitorio pregresso o malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica, la selezione del trattamento deve essere guidata primariamente da tali condizioni.

In questo contesto, l’aggiornamento evidenzia l’utilizzo degli SGLT2 inibitori nello scompenso cardiaco e nella malattia renale cronica, dei GLP-1 agonisti per la riduzione del rischio cardiovascolare aterosclerotico e di ictus, e delle terapie incretiniche e del pioglitazone in pazienti selezionati con malattia epatica metabolica.

L’algoritmo richiama inoltre l’importanza di evitare l’inerzia terapeutica, raccomandando una rivalutazione e un eventuale aggiustamento della terapia entro 3 mesi per raggiungere rapidamente gli obiettivi clinici.

Maggiore attenzione alla gestione del peso

La gestione del peso assume un ruolo ancora più centrale. Il documento sottolinea che l’eccesso ponderale contribuisce all’insulino-resistenza e a molteplici complicanze cardiometaboliche e indica che miglioramenti clinicamente significativi possono essere osservati con riduzioni ponderali superiori al 5% e fino oltre il 15%, con effetti su insulino-resistenza e complicanze cardiometaboliche.

Nel prediabete, viene identificato come obiettivo una riduzione del peso corporeo del 7%–10%, considerata rilevante per ritardare la progressione verso il diabete di tipo 2. L’algoritmo include anche indicazioni sull’impiego della farmacoterapia anti-obesità e delle procedure bariatriche nei pazienti appropriati.

Monitoraggio glicemico e obiettivi di controllo

Il documento enfatizza l’uso del monitoraggio continuo del glucosio (CGM), in particolare nei pazienti in terapia insulinica, e raccomanda una più ampia integrazione di nuovi parametri decisionali. In particolare, è raccomandato un time in range >70% (70–180 mg/dl), con tempo sotto range <4% (<70 mg/dl) e <1% (<54 mg/dl), distinguendo tra ipoglicemia complessiva e ipoglicemia clinicamente significativa, e tempo sopra range <25% (>180 mg/dl).

Per la maggior parte degli adulti, l’obiettivo glicemico rimane un valore di HbA1c ≤6,5%, se raggiungibile in sicurezza. Per ottenere questo target, possono essere considerati valori di glicemia a digiuno <110 mg/dl e glicemia post-prandiale a 2 ore <140 mg/dl, pur ribadendo la necessità di personalizzare i target in base a comorbidità, rischio di ipoglicemia, aspettativa di vita e stato cognitivo o psicologico.

Prevenzione: il ruolo delle vaccinazioni

Tra le novità pratiche, l’algoritmo include una sezione dedicata alle vaccinazioni negli adulti con diabete. Il documento riassume le raccomandazioni del CDC e invita i clinici a valutare lo stato vaccinale a ogni visita, raccomandare attivamente i vaccini indicati, somministrarli o indirizzare alla vaccinazione e documentare le immunizzazioni nei sistemi clinici e nei registri.

Referenze

Samson SL, et al. American Association of Clinical Endocrinology Consensus Statement: Algorithm for Management of Adults With Type 2 Diabetes - 2026 Update. Endocr Pract. 2026 Mar 17:S1530-891X(26)00022-4.

Tratto da: Pharmastar, Davide Cavaleri, 11 aprile 2026