Al via le ADA Scientific Session 2026 per il futuro della cura del diabete, al centro personalizzazione e innovazione terapeutica
In occasione del Congresso sul diabete più grande al mondo, con oltre 12 mila partecipanti, presentate le revisione agli Standard di Cura del Diabete 2026 dell'American Diabetes Association: grande evidenza al rapporto tra diabete e obesità e ai miglioramenti individuati con le nuove terapie incretiniche. GLI STANDARD OF CARE 2026
Si aprono le ADA (American Diabetes Association) Scientific Sessions 2026, ospitate a New Orleans dal 5 all’8 giugno. Si tratta del più grande congresso mondiale dedicato al diabete, con una partecipazione di oltre 12.000 tra medici, scienziati, ricercatori e professionisti sanitari di primo piano provenienti da tutto il mondo.
Nei quattro giorni di Congresso, verranno presentate le più recenti scoperte scientifiche su prevenzione, cura e terapie per diabete e obesità.
“Con l’avvio delle Scientific Sessions 2026, il programma di quest’anno riflette la profondità e l’urgenza del lavoro che sta facendo progredire la ricerca e la cura del diabete,” ha dichiarato Rita Rastogi Kalyani, Chief Scientific and Medical Officer dell’ADA. “Le ricerche presentata evidenzia il crescente impatto del diabete e dell’obesità, nonché la continua necessità di accelerare il progresso scientifico. Nel loro insieme, questi studi ampliano e approfondiscono la nostra comprensione, aprendo la strada a trattamenti migliori, a una prevenzione più solida e, in ultima analisi, a cure per il diabete”.
Tra le evidenze condivise, molto attesi i risultati sui miglioramenti degli esiti cardiometabolici (cuore, reni e fegato) attraverso le nuove terapie farmacologiche; nonché i progressi ottenuti nella sostituzione delle cellule beta e nella remissione a lungo termine.
Molti, inoltre, gli studi clinici dedicati al legame tra salute metabolica e obesità e ai farmaci incretinici che mostrano di avere effetti positivi non solo nella riduzione del peso, ma anche sulla condizione di prediabete e sullo sviluppo del diabete di tipo 2.
In occasione del Congresso, sono stati presentati gli aggiornamenti degli Standard di Cura del Diabete 2026 dell’ADA. Al centro del documento si rafforza il concetto di approccio condiviso e personalizzato, che tenga conto della prognosi, delle comorbidità, delle preferenze e anche della situazione socio-economica del paziente; in quest’ultimo caso coinvolgendo medici di famiglia e lavoratori del sociale.
Un lungo capitolo è dedicato alla prevenzione. Non si parla più soltanto di prevenire la progressione dal prediabete al diabete tipo 2, ma più in generale di monitorare l’evoluzione verso diverse forme di diabete. Nei soggetti con diabete tipo 1 presintomatico viene riconosciuto il possibile contributo del monitoraggio continuo del glucosio, mentre nei programmi di prevenzione per il diabete tipo 2 viene ribadito l’obiettivo di una perdita di peso almeno del 5–7% nei soggetti con sovrappeso o obesità
Nella terapia farmacologica del diabete tipo 2, le novità principali riguardano l’integrazione tra trattamento glicemico e gestione delle comorbidità. Nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata vengono introdotte raccomandazioni relative agli agonisti dei recettori GIP/GLP-1 con benefici dimostrati su sintomi ed eventi di scompenso. Viene inoltre rafforzato il ruolo delle terapie incretiniche nella malattia renale cronica avanzata e nelle condizioni associate a MASLD/MASH. Un’area nuova è quella della gestione dell’iperglicemia nei pazienti oncologici e nei pazienti sottoposti a trapianto: nel caso di iperglicemia da inibitori mTOR o PI3K, la metformina viene indicata come trattamento di prima linea da considerare, mentre l’insulina viene riservata soprattutto alle iperglicemie severe o alle crisi iperglicemiche.
Sul rischio cardiovascolare, gli Standard 2026 introducono un’indicazione importante sul controllo pressorio: nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare o renale dovrebbe essere incoraggiato un obiettivo di pressione sistolica inferiore a 120 mmHg, quando appropriato e tollerato. Viene inoltre rafforzato l’uso di ACE-inibitori o ARB alla massima dose tollerata nei pazienti con albuminuria severa e/o ridotta funzione renale. Mentre si sconsiglia l’aggiunta a statina di fibrati, niacina o supplementi contenenti omega-3 per ottenere un’ulteriore riduzione del rischio cardiovascolare, poiché non mostrano beneficio aggiuntivo in questo senso.
La sezione dedicata a bambini e adolescenti viene profondamente riorganizzata per distinguere meglio le raccomandazioni relative al diabete tipo 1 e tipo 2. Viene rafforzata la centralità della famiglia, della scuola e dei contesti educativi, con maggiore attenzione alla formazione del personale scolastico e dell’asilo. Si ampliano le indicazioni su nutrizione, attività fisica, prevenzione dell’ipoglicemia durante l’esercizio e screening psicosociale, che si consiglia di iniziare già a 7–8 anni per condizioni come distress, depressione, ansia, paura dell’ipoglicemia e disturbi del comportamento alimentare. Vengono inoltre integrati aggiornamenti su CGM, strumenti di screening retinico basati su intelligenza artificiale e nuove terapie farmacologiche, inclusi le terapie incretiniche.
La gestione del diabete in gravidanza viene aggiornata in modo sostanziale. Il counseling preconcezionale deve includere non solo l’importanza di raggiungere obiettivi glicemici adeguati, ma anche di evitare ipoglicemie eccessive. Vengono introdotti obiettivi glicemici preconcezionali oltre al tradizionale target di A1C. Il documento fornisce inoltre indicazioni sulla sospensione preconcezionale di farmaci incretinici, raccomandando che gli obiettivi glicemici vengano raggiunti dopo la sospensione e prima del concepimento. In gravidanza viene aggiornata anche la discussione sull’uso del CGM, sulle insuline disponibili e sulla soglia di 140/90 mmHg per iniziare o titolare la terapia antipertensiva.
“Le nostre Scientific Sessions arrivano in un momento decisivo per la ricerca sul diabete e sull’obesità, in cui le scoperte si stanno rapidamente traducendo in un impatto concreto nella pratica reale,” ha dichiarato Marlon Pragnell, Vicepresidente del dipartimento Ricerca & Scienze dell’ADA. “Dalle potenziali cure per il diabete ai trattamenti di nuova generazione per l’obesità, questo congresso metterà in discussione le convinzioni esistenti, darà risalto alla scienza trasformativa e accelererà idee capaci di influenzare gli esiti dei pazienti, lasciando i partecipanti informati e preparati a promuovere progressi significativi.”
Tratto da: Quotidiano Sanità, 06 giugno 2026
