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Pensioni di invalidità, in cinque anni +25%

 

ROMA Boom delle pensioni d’invalidità: in 5 anni, tra il 2005 e il 2009, sono aumentate del 25,5% con una spesa complessiva - solo per il 2009 - di 12,45 miliardi. Sono questi i risultati di un’analisi elaborata dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre su dati dell’Inps. In particolare, le pensioni erogate sono aumentate moltissimo a Sassari, Roma, Piacenza e Latina. E a Napoli c’è il primato della spesa e del numero di assegni. In termini assoluti le pensioni d’invalidità ammontano a 2.637.394: nel 2009 la spesa complessiva è stata di 12,45 mld di euro (quasi un punto di Pil). Sempre negli ultimi 5 anni la spesa complessiva è aumentata del 36,4% a fronte di un incremento dell’inflazione media nazionale dell’8,3%.
A livello provinciale è Sassari a registrare l’aumento più significativo avvenuto tra il 2005 e il 2009. In pratica il numero di pensioni di invalidità civile erogato in questo periodo è cresciuto del 46,9%. Dalla Cgia di Mestre fanno notare che da un punto di vista statistico, l’Inps non prende ancora in considerazione le 4 nuove Province sarde (Medio Campidano, Carbonia-Iglesias, Ogliastra, Olbia-Tempio). Dopo Sassari segue la provincia di Roma (+43%), quella di Piacenza (+42,8%), quella di Latina (+41,2%). In termini assoluti la provincia che «eroga» il più alto numero di pensioni di invalidità è Napoli con 187.969 assegni.
Se l’analisi si sposta sul costo complessivo dell’operazione è sempre la provincia di Sassari a registrare l’aumento più consistente. Tra il 2005 e il 2009 l’incremento della spesa è stato del 63,7%. Segue Brindisi (+56,7%), Piacenza (+56,2%) e Roma (+55,8%). In termini assoluti la provincia italiana più «generosa» è sempre Napoli con una spesa complessiva di 859,2 milioni di euro spesi nel 2009.
«A fronte di questa situazione - sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - è necessario rendere più efficace l’attività di controllo realizzata dagli enti preposti per evitare sprechi e forme di clientelismo vario che, probabilmente, hanno contribuito ad aumentare in maniera smisurata il numero e gli importi delle pensioni di invalidità erogate in questi ultimi 5 anni. Tutto questo - commenta in conclusione Bortolussi - per tutelare proprio coloro ai quali spettano di diritto queste indennità che spesso ricevono importi molto modesti». Le pensioni di invalidità civile sono erogate ai cittadini con redditi insufficienti e con una riduzione della capacità di lavoro o di svolgimento delle normali funzioni quotidiane superiore al 73%.
Nella definizione sono comprese anche le pensioni erogate dall’Inps ai cittadini con redditi insufficienti, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con ipoacusia pari o superiore a 75 decibel e le pensioni erogate dall’Inps ai cittadini non vedenti, con redditi insufficienti e senza limiti di età, con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi. 

Tratto da: Giornale di Brescia, 11 aprile 2010