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L’epidemia di obesità nel 2025 costerà 10 milioni di miliardi l’anno

Se non si prenderanno misure preventive, le patologie causate dal sovrappeso - cancro diabete, infarto - metteranno in crisi i Servizi sanitari nazionali e le Assicurazioni.

L’obesità sta diventano una vera epidemia e se questa non è una novità, lo sono i conti che ha fatto la WOF, la World Obesity Federation, la Federazione mondiale sull’obesità. Secondo la WOF le malattie causate dall’obesità, in primo luogo cancro, diabete, infarti e sofferenze cardiache in genere, raggiungeranno in tutto il mondo, a partire dal 2025, 12 milioni dai miliardi di dollari ogni anno (oltre 10 milioni di miliardi di euro).

Dall’America all’Australia

E non saranno solo gli Stati Uniti (dove già nel 2014 gli obesi, erano il 34% della popolazione) a dover fronteggiare questa epidemia. In Gran Bretagna, dove si prevede che entro il 2025 il 41% della popolazione sarà più che sovrappeso, il responsabile del NHS, il Sistema Sanitario Nazionale inglese, ha dichiarato che il trattamento per la cura dell’obesità e delle sue conseguenze potrebbe portare alla bancarotta il Sistema. Ma anche Paesi forse” insospettabili” sono alle prese con gli stessi problemi: in Egitto la percentuale di obesi si presume passerà, nei prossimi otto anni, dal 31 al 37% della popolazione e in Australia e Messico dal 28 al 34%. E in Brasile è già allarme.

Nei Paesi a basso reddito

L’eccesso di chili sta diventano un problema anche per i Paesi a basse entrate e metterà ulteriormente in crisi i sistemi sanitari già al collasso, alle prese con infezioni e mortalità infantile. E non sono solo problemi di cancro, cuore, diabete a preoccupare, gli esperti segnalano come tra le conseguenze dell’obesità vadano annoverati anche protesi alle anche, al ginocchio e dolori alla schiena invalidanti.

Costi insostenibili

Chi potrà pagare per tutto questo, si domandano al WOF? Né i singoli, negli Stati, né le Assicurazioni (per poterlo fare di quanto dovrebbero aumentare i loro premi?). Che fare, allora? Johanna Ralstom, Ceo della Federazione sottolinea l’importanza di misure governative come la tassazione sulle bevande zuccherate che dovrebbe ispirarsi a quella sul tabacco.

La possibilità

E gli esperti parlano dei buoni successi ottenuti con la chirurgia bariatrica, che riduce la “taglia” dello stomaco, rendendo impossibile, o almeno difficile, eccedere con il cibo. Ma sottolineano anche come questo tipo di chirurgia sia accessibile e adatta a pochi. E come, comunque, non possa essere l’unica forma di intervento possibile. La strada giusta, dicono, è quella di offrire una molteplicità di proposte per sconfiggere (o prevenire) l’obesità.

Tratto da: Corriere della Sera Salute, Daniela Natali, 10 ottobre 2017