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In Italia un bambino su 10 č obeso. Il decalogo per la prevenzione

Inoltre 1 su 20 ha la glicemia elevata e 1 su 3 ha già il fegato grasso. Sempre più bambini e adolescenti soffrono di patologie conseguenti all’obesità sinora sconosciute nell’infanzia, come ipertensione, dislipidemia e diabete di tipo 2. Per la prevenzione decisivi i primi 1000 giorni di vita. Presentata oggi al Ministero della Salute la “Consensus su diagnosi, trattamento e prevenzione dell’obesità del bambino e dell’adolescente”. IL DECALOGO

È stata presentata oggi al Ministero della Salute la “Consensus su diagnosi, trattamento e prevenzione dell’obesità del bambino e dell’adolescente” realizzata dalla Società Italiana di Pediatria e dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, con il contributo dell’Area Pediatrica che ha tra i suoi principali obiettivi il contrasto all’obesità infantile.

Il Documento riporta lo stato dell’arte delle conoscenze disponibili sull’argomento, offrendole alla comunità sanitaria nazionale, alle famiglie, alle scuole, ai decisori, quale base di riferimento per l’intervento preventivo e terapeutico.

“La Consensus conferma che l’obesità infantile è un fenomeno dilagante e persistente. Basti pensare che in Italia a 9 anni un bambino su 10 è obeso e 2 su 10 sono in sovrappeso e che circa il 50% degli adolescenti obesi rischia di esserlo anche da adulti. Ma ciò che desta più allarme sono i dati sulle complicanze fisiche e psicosociali già presenti nell’infanzia e che tendono ad aggravarsi in età adulta - spiega il Presidente Sip Alberto Villani -. La prevenzione e la cura dell’obesità e delle sue complicanze rappresentano un obiettivo prioritario dell’agenda sanitaria del Paese, anche per ridurre i costi che il SSN dovrà sostenere per la cura e l’assistenza di adulti con patologie croniche associate all’obesità”.

I numeri delle complicanze dell’obesità in età pediatrica (6-17 anni) che emergono dalla Consensus sono importanti:

 - Circa il 5% dei bambini/adolescenti italiani con obesità ha valori di glicemia superiori ai limiti di normalità, condizione definita di pre-diabete, cioè un’alterazione del metabolismo del glucosio che però può ancora regredire. Non è detto che questi bambini si ammalino di diabete, ma è molto importante che il metabolismo del glucosio rientri nei limiti di normalità attraverso il calo del peso, la corretta alimentazione e l’attività motoria;

- più del 30% dei bambini obesi ha valori di trigliceridi e/o colesterolo LDL elevati e colesterolo HDL (colesterolo buono) ridotto rispetto ai valori di normalità, condizione che li espone a rischi di sindrome metabolica e alla comparsa di arteriosclerosi;

- più del 30% dei bambini obesi ha grasso accumulato nel fegato, condizione evidente di un danno epatico iniziale che però può progredire e peggiorare nel tempo;

- più del 10% dei bambini obesi ha valori pressori superiori alla norma;

Diabete, ipertensione e dislipidemia sono sempre più frequenti nell’infanzia, ma possono essere contrastati con il controllo del peso. Preoccupa in particolare il diabete. “Il diabete mellito tipo 2 che normalmente insorge in età adulta sta comparendo in età sempre più precoce - spiega Claudio Maffeis, Professore di Pediatria all’Università di Verona -. Uno studio statunitense ha pronosticato un costante incremento delle diagnosi negli adolescenti: nel 2050 il diabete 2 riguarderà in media un ragazzo americano ogni 1.500. Il diabete a esordio precoce è più aggressivo rispetto a quello che insorge in età adulta e le temibili complicanze del diabete compaiono in media tre volte prima”.

Prevenzione già a partire dai 6 anni

L’intervento precoce è decisivo. “Il riconoscimento precoce delle condizioni di alterazione metabolica offre la possibilità di intervenire in modo tempestivo ed efficace promuovendone la risoluzione con un corretto stile di vita ed una dieta equilibrata - spiega il Presidente Siedp Stefano Cianfarani -. Al contrario il persistere nel tempo di glicemia, lipidi e pressione elevati favorisce la comparsa precoce di diabete, ipertensione ed arteriosclerosi. Non a caso una delle indicazioni più importanti della Consensus è quella di ricercare alcune alterazioni metaboliche (incremento di glicemia, trigliceridi, colesterolo, pressione arteriosa) e del fegato grasso nel bambino con obesità già a partire dai 6 anni”.

Cruciali i primi 1000 giorni

La chiave per la prevenzione dell’obesità è cominciare sin dalle prime età della vita. I primi 1000 giorni di vita (gravidanza e primi due anni di vita) si sono dimostrati un periodo cruciale per la sensibilità dell’organismo all’esposizione a fattori di rischio o protettivi per il suo metabolismo, con effetti importanti a lungo termine sulla salute. La letteratura scientifica ha dimostrato che ciò che accade in questi primi mille giorni può influenzare la predisposizione a varie malattie nelle età future.

Allattamento al seno, svezzamento secondo le raccomandazioni nazionali, no a sale e a zuccheri aggiunti sono tra le regole principali che i bambini devono seguire nei primi due anni di vita per prevenire sovrappeso e obesità e quindi l’insorgere di patologie in età adulta. A ciò si aggiungono, quali altri elementi cardine per la prevenzione, osservare la (vera) dieta mediterranea sin dalle prime età e praticare attività fisica per almeno 60 minuti tutti i giorni.

Per favorire la corretta prevenzione, la Sip e Siedp hanno elaborato un Decalogo anti-obesità con le regole da osservare dal concepimento e per l’intera vita (vedere documento successivo).

Le indicazioni della Consensus per la scuola e i decisori pubblici

L’obesità ha cause multifattoriali e quindi la prevenzione deve coinvolgere tutti gli attori che intervengono nella promozione e tutela della salute in età infantile: famiglia, scuola, pediatri, istituzioni.

“La scuola, insieme alla famiglia, riveste un ruolo cruciale in quanto è l’ambiente in cui i bambini trascorrono gran parte del loro tempo e da cui apprendono i comportamenti da attuare - spiega Alberto Villani -. Alcuni studi - conclude - hanno dimostrato l’efficacia di alcune misure nella prevenzione dell’obesità infantile, tra questi la rimozione dei distributori automatici di bevande zuccherate e alimenti ricchi di sale e grassi, l’offerta di frutta e acqua a basso costo e gratuitamente e l’aumento delle ore di educazione fisica in orario scolastico ed extrascolastico. Inoltre alcuni provvedimenti legislativi possono creare condizioni ambientali che facilitano scelte salutari, quali favorire l’accesso ai cibi sani, scoraggiare il consumo di cibi ipercalorici e di scarso valore nutrizionale e dare maggiori opportunità di essere fisicamente attivi implementando la qualità del trasporto pubblico e la sicurezza stradale con la costruzione di piste ciclabili e pedonali nei centri urbani”. 

Tratto da: Quotidiano Sanità, 06 dicembre 2017