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Rivascolarizzazione cardiaca, il legame tra Ldl ed eventi avversi cardiocerebrovascolari in possibili candidati

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, nei pazienti con malattia coronarica e diabete di tipo 2, un valore delle lipoproteine a bassa densità (Ldl) inferiore è associato a un miglioramento dell'esito degli eventi avversi cardiaci o cerebrovascolari maggiori (Macce) a lungo termine in coloro che possono essere sottoposti ad angioplastica coronarica o bypass coronarico. «Un valore di Ldl elevato è associato a un aumento degli eventi cardiovascolari, specialmente nelle popolazioni ad alto rischio» afferma Michael Farkouh, della University of Toronto, primo autore dello studio.

I ricercatori hanno voluto valutare l'influenza delle Ldl sull'incidenza di eventi cardiovascolari a seguito di una procedura di rivascolarizzazione coronarica (angioplastica o bypass) o di una terapia medica ottimale da sola in pazienti con coronaropatia stabilizzata e diabete di tipo 2. Lo studio ha riguardato un totale di 4.050 pazienti seguiti per una mediana di 3,9 anni dopo una valutazione a un anno. I pazienti il cui livello di Ldl a un anno era ≥100 mg/dl hanno manifestato un rischio cumulativo di Macce più elevato a quattro anni (17,2%) rispetto a quelli con valore <70 mg/dl (13,3%). Se confrontati con gli individui gestiti con la sola terapia medica ottimale, i pazienti sottoposti ad angioplastica hanno manifestato una riduzione dei Macce solo se le Ldl a un anno erano <70 mg/dl, mentre il bypass è stato associato a risultati migliori in tutte le stratificazioni di Ldl a un anno. Nei pazienti con Ldl a 1 anno ≥70 mg/dl, quelli sottoposti a bypass hanno mostrato tassi di Macce significativamente inferiori rispetto a quelli trattati con angioplastica. Eliano Navarese, della Nicolaus Copernicus University di Bydgoszcz, in Polonia, e colleghi, in un editoriale sottolineano che questi risultati sono rilevanti per la pratica clinica, e possono aprire la strada alla generazione di nuovi modelli di medicina personalizzata in grado di ottimizzare la cura dei pazienti con diabete di tipo 2. «Lo studio supporta il concetto di una strategia di trattamento individualizzata che tenga conto del livello di Ldl di un paziente per stimare i risultati clinici e gli effetti del trattamento attesi dopo gli interventi terapeutici» concludono gli editorialisti.

J Am Coll Cardiol. 2020. Doi: 10.1016/j.jacc.2020.09.536

https://doi.org/10.1016/j.jacc.2020.09.536

J Am Coll Cardiol. 2020. Doi: 10.1016/j.jacc.2020.09.576

https://doi.org/10.1016/j.jacc.2020.09.576

Tratto da: Doctor33, 24 novembre 2020