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Retinopatia diabetica: il controllo glicemico intensivo si associa a un rischio dimezzato di progressione

Le persone con diabete di tipo 2 nel braccio di trattamento intensivo durante lo studio ACCORD, Action to Control Cardiovascular Risk in Diabetes, svoltosi dal 2003 al 2009, hanno un rischio dimezzato di retinopatia diabetica. Queste sono le conclusioni del trial ACCORDION, da ACCORD Follow-on Eye Study, appena pubblicato su Diabetes Care e presentato in contemporanea a New Orleans durante i lavori del 76mo Congresso annuale della American Diabetes Association. «Questi risultati sono un messaggio potente per i pazienti con diabete di tipo 2 preoccupati di perdere la vista» esordisce Emily Chew, vice direttore della Divisione di epidemiologia e applicazioni cliniche del National Eye Institute e autrice principale dello studio, spiegando che lo stretto controllo glicemico ha un effetto positivo, misurabile e duraturo sulla salute degli occhi, minacciata dalla retinopatia diabetica.

Allo studio ACCORDION, una valutazione della progressione della retinopatia diabetica, hanno preso parte 1.310 persone che avevano partecipato ad ACCORD, progettato per verificare l'efficacia di tre strategie di trattamento per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari nel diabete di tipo 2: controllo glicemico intensivo; abbassamento dei valori pressori e trattamento della dislipidemia. «La durata del trattamento intensivo di ACCORD, pianificata per almeno 5 anni, è stata ridotta a 3,5 anni a causa di un eccesso di mortalità nel braccio del controllo glicemico intensivo» scrivono gli autori, ricordando che sebbene non abbia ridotto il rischio di malattie cardiovascolari come infarto e ictus, il trattamento intensivo ha invece dimezzato la progressione della retinopatia diabetica. ACCORDION ha rivalutato la progressione di retinopatia diabetica circa quattro anni dopo il termine di ACCORD, scoprendo che da allora l'HbA1c media era rimasta quasi la stessa: 7,8% nel gruppo a stretto controllo glicemico e 7,9% nel gruppo in terapia standard.

«Ma nonostante questa sostanziale sovrapponibilità, la retinopatia diabetica ha mostrato segni di progressione solo nel 5,8% dei soggetti trattati in modo intensivo rispetto al 12,7% dei controlli, un fenomeno chiamato memoria metabolica» riprende Chew, spiegando che questi risultati si aggiungono a quelli di precedenti studi, da cui emerge che lo stretto controllo glicemico ha effetti positivi di lunga durata sulla microangiopatia diabetica. La causa della memoria metabolica è un'alterazione delle proteine mitocondriali: il legame con il glucosio in eccesso induce la produzione di radicali liberi, che persiste anche quando la glicemia torna normale. Proprio per questo alcuni diabetici, nonostante le cure, sviluppano le complicanze tipiche della malattia: retinopatia, neuropatia diabetica, insufficienza renale e infarto miocardico. «Lo stretto controllo glicemico sembra essere in grado di interferire con la memoria metabolica, almeno in termini di retinopatia diabetica» sottolinea la ricercatrice, precisando che i benefici della cura devono essere valutati rispetto ai potenziali rischi, e in particolare l'aumento di mortalità osservato nello studio ACCORD, mai spiegato con chiarezza dalle analisi post hoc.

Diabetes Care 2016. doi: 10.2337/dc16-0024

http://care.diabetesjournals.org/content/early/2016/06/10/dc16-0024

Tratto da: Doctornews, 17 giugno 2016